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In Toscana il mare è sempre
più pulito
Il Ministero della Salute
ha diffuso il rapporto annuale sulla qualità delle
acque per la balneazione e la Toscana, con il 99,8% ha una
delle percentuali più alte di acque sicure
Roma
18 giugno - Il Ministero della Salute presenta il Rapporto
annuale sulla qualità delle acque di balneazione, sulla
base delle delibere regionali per l'individuazione delle zone
idonee alla balneazione, redatte sulla base dei risultati
analitici inviati dai Dipartimenti provinciali delle Agenzie
Regionali di Protezione Ambientale (ARPA), relativi alla stagione
balneare 2003. Come per gli anni passati, i dati riguardanti
lo stato di salubrità delle acque di balneazione vengono
prospettati sia attraverso i risultati analitici relativi
a tutti i punti di campionamento, suddivisi per Regione, Provincia
e Comune sia attraverso mappe, in cui sono rappresentate tutte
le coste italiane sia marine che lacustri, utilizzate a scopo
balneare, diversamente colorate in relazione alla loro balneabilità;
nel caso di non balneabilità ne vengono evidenziate
anche le cause.
Dall'analisi dei dati emerge una stabilizzazione della qualità
media delle acque marine, con una percentuale nazionale del
68% di costa controllata e balneabile sulla lunghezza totale
della costa. La percentuale si attesta al 96,9% se il rapporto
viene fatto con la costa adeguatamente monitorata da cui sono
escluse, oltre che le zone vietate permanentemente per motivi
di inquinamento o per altri motivi (aree portuali, militari,
parchi marini), anche 1057 km di costa non controllata, perché
prevalentemente inaccessibile e presumibilmente non inquinata.
Si evidenzia, infatti un significativo miglioramento negli
ultimi anni della costa controllata, ad eccezione di alcuni
tratti di costa, dove per la maggior parte risulta oggettivamente
difficile effettuare il monitoraggio.
Dall'esposizione dettagliata dei dati di sintesi contenuti
nel Rapporto emerge quanto segue. Dei 7375,3 Km di costa marina
ne risultano controllati e balneabili Km 5017,8 (68%).
Dei rimanenti 2357,5 Km, 877,1 (12%) sono vietati alla balneazione
per motivi indipendenti dall'inquinamento (presenza di porti,
servitù militari, parchi marini etc.), Km 405,7
(5,5%) non sono idonei alla balneazione per inquinamento,
Km 17,7 risultano insufficientemente campionati, Km 1057
(14,3%) non sono stati sottoposti a controllo prevalentemente
per inaccessibilità della costa.
La
percentuale più alta di costa balneabile rispetto alla
costa adeguatamente controllata, si riscontra in Basilicata,
Molise e F.V.Giulia (100 %), Toscana e Sardegna (99,8%), Emilia
Romagna (99,6%), Sicilia (99,0%), Puglia (98,9 %), Liguria
(97,3%) e Marche (96,9 %). Campania e Lazio sono ancora le
Regioni che hanno la maggiore percentuale di chilometri costieri
non idonei alla balneazione, temporaneamente o permanentemente,
per inquinamento, rispettivamente 17,4 % e 12,5 %, però
con un lieve miglioramento per la Campania rispetto allo
scorso anno.
Caserta (53,1 %), Roma (20,5 %) e Napoli (19,9 %)
sono le province che hanno la maggiore percentuale di chilometri
costieri non idonei per inquinamento, con un lieve aumento
della percentuale rispetto allo scorso anno per quanto riguarda
la provincia di Roma, mentre le acque prospicienti le province
di Ferrara, Gorizia, Lucca, Potenza, Trieste, Udine presentano
una percentuale di costa inquinata pari a 0. I 1057 km di
costa non controllati a livello nazionale appartengono soprattutto
alle Regioni Sardegna, Sicilia e Toscana, che hanno una conformazione
delle coste spesso inaccessibile ai campionamenti e pertanto
poco antropizzata. Viene controllato il 100% delle coste marine
di 33 province su un totale di 56; la provincia che ha la
più bassa percentuale di costa controllata è
quella di Trapani con il 46,4%.
Il confronto, a livello nazionale, con i dati relativi al
2002 evidenzia che la costa non balneabile per motivi di inquinamento
è diminuita di Km 25,7. Rispetto alla lunghezza della
costa adeguatamente campionata (Km 5178,7) quella della costa
balneabile (Km 5017,8 ) è pari al 96,8% (96,6 % nel
2002).
Dall'analisi dei dati, come risulta anche dal rapporto europeo
recentemente pubblicato, si evidenzia che la qualità
media delle zone di balneazione resta molto elevata per le
acque costiere (95,4% di conformità ai valori imperativi
della direttiva europea), mentre si osserva una conformità
più bassa per le acque interne, a partire dal
2001, anche a causa di dovuto a condizioni meteorologiche
particolarmente sfavorevoli registrate nelle ultime due stagioni
balneari, sufficienti ad influenzare negativamente i risultati.
Per maggiori informazioni si può cliccare
sul sito:
www.ministerosalute.it/promozione/balneazione/balneazione.jsp
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