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Come vaccinarsi contro l'influenza
Poche ma indispensabili regole per evitare la malattia di
stagione più temuta
Quando
vaccinarsi
Il periodo ottimale per l'avvio delle campagne di vaccinazione
antinfluenzale è, per la nostra situazione climatica
e per l'andamento temporale mostrato dalle epidemie influenzali
in Italia, quello autunnale, a partire dalla metà di
ottobre fino alla fine di novembre.
Un anticipo della somministrazione del vaccino antinfluenzale
potrebbe, soprattutto nelle persone anziane che presentano
risposte immunitarie meno valide, avere come conseguenza un
declino del titolo anticorpale proprio in corrispondenza del
picco epidemico stagionale. La vaccinazione antinfluenzale
rimane, comunque, un efficace mezzo protettivo anche se effettuata
in periodi successivi a quello ottimale, soprattutto laddove
situazioni particolari la rendessero opportuna per alcuni
soggetti (viaggi internazionali, comparsa di focolai di infezione
aviaria in allevamenti). Per i bambini al di sotto dei 12
anni di età, mai vaccinati in precedenza, si raccomandano
due dosi appropriate per l'età di vaccino antinfluenzale,
da somministrare a distanza di almeno quattro settimane per
assicurare una soddisfacente risposta immunitaria; la seconda
dose di vaccino dovrebbe preferibilmente essere somministrata
entro la fine di novembre, primi giorni di dicembre. Il
vaccino antinfluenzale va somministrato per via intramuscolare
è raccomandata l'inoculazione nel deltoide per tutti
i soggetti di età superiore a 12 anni e nella faccia
antero-laterale della coscia nei bambini e nei lattanti. Il
vaccino antinfluenzale può essere somministrato contemporaneamente
ad altri vaccini, sia pediatrici che per l'età
adulta, utilizzando sedi corporee e siringhe diverse. Il vaccino
antinfluenzale deve essere conservato a temperature comprese
tra +2°C e + 8°C, e non deve essere congelato.
Chi dovrebbe essere vaccinato
La vaccinazione è il mezzo migliore per prevenire sia
l'influenza che le complicanze della malattia. All'influenza
sono associate, infatti, serie complicazioni, soprattutto
di tipo respiratorio, per possibili superinfezioni batteriche
o patologie concomitanti; essa inoltre è responsabile
di un eccesso di mortalità nelle categorie di soggetti
maggiormente a rischio in ragione dell'età avanzata
o della preesistenza di condizioni morbose predisponenti (ad
esempio malattie croniche dell'apparato cardiovascolare o
respiratorio, diabete etc.). La protezione conferita dalla
vaccinazione antinfluenzale, nei confronti della malattia
è stimata, negli adulti sani, intorno al 70-90% .
In particolar modo nelle persone anziane, ma anche nelle persone
di tutte le età che desiderano prevenire la malattia
e contribuire all'interruzione della catena epidemiologica
dell'infezione, la vaccinazione determina sostanziali riduzioni
della morbosità, delle complicazioni e, conseguentemente
del tasso di ospedalizzazione per influenza. La sicurezza
e l'efficacia della vaccinazione ed i favorevoli rapporti
costo-beneficio e rischio beneficio hanno fatto si che la
prevenzione dell'influenza tramite la vaccinazione sia sempre
stata oggetto di particolare interesse nei Piani Sanitari
Nazionali che si sono succeduti nel tempo.
Conseguentemente, le Circolari emanate ogni anno dal Ministero
della Salute hanno indicato le categorie per le quali la vaccinazione
è raccomandata ed alle quali, pertanto, essa dovrebbe
essere erogata gratuitamente dalle Strutture sanitarie territoriali.
Si tratta di soggetti per i quali:
a) la vaccinazione è necessaria ai fini di protezione
individuale; tali categorie includono i soggetti per i quali
le complicanze dell'influenza sarebbero particolarmente
gravi e, quindi, la vaccinazione è finalizzata alla
prevenzione delle complicanze della malattia (soggetti ultrasessantacinquenni
e soggetti affetti da particolari malattie).
b) la vaccinazione è necessaria in quanto finalizzata
alla prevenzione collettiva poiché utile per l'interruzione
della catena di trasmissione (addetti a pubblici servizi,
personale di assistenza o contatti familiari di soggetti ad
alto rischio).
Anche per la stagione in corso, le indicazioni del Ministero
della salute restano invariate; in accordo con gli obiettivi
specifici indicati dalla pianificazione sanitaria nazionale
e con il perseguimento di obiettivi di riduzione della morbosità
per influenza e delle sue complicanze, le categorie di soggetti
cui i servizi territoriali di prevenzione dovranno offrire
la vaccinazione antinfluenzale sono le seguenti:
1.
soggetti al di età pari
o superiore a 65 anni
2.
soggetti in età infantile ed adulta affetti da:
a) malattie croniche a carico dell'apparato respiratorio (inclusa
la malattia asmatica), circolatorio, uropoietico
b) malattie degli organi emopoietici
c) diabete ed altre malattie dismetaboliche
d) sindromi da malassorbimento intestinale
e) fibrosi cistica
f) malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione
di anticorpi, inclusa l'infezione da HIV
g) patologie per le quali sono programmati importanti interventi
chirurgici
3.
soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse
collettivo
4.
personale di assistenza o contatti familiari di soggetti ad
alto rischio
5.
bambini reumatici soggetti a ripetuti episodi di patologia
disreattiva che richiede prolungata somministrazione di acido
acetilsalicilico e a rischio di Sindrome di Reye in caso di
infezione influenzale.
Le controindicazioni e precauzioni
Le controindicazioni alla vaccinazione
vanno attentamente valutate da parte del medico vaccinatore
che, peraltro, è in grado di adottare tutte le precauzioni
possibili al fine di raggiungere un effetto ottimale della
vaccinazione.
Il vaccino antinfluenzale non dovrebbe essere somministrato
a persone con ipersensibilità alle proteine dell'uovo
o ad altri componenti del vaccino, a meno di una attenta valutazione
dei benefici in confronto ai possibili rischi e tenendo conto
della possibilità di ricorrere, in caso di effettiva
necessità, alla chemioprofilassi con agenti antivirali
(amantadina). La vaccinazione antinfluenzale deve essere rinviata
in caso di manifestazioni febbrili in atto. Affezioni minori
delle prime vie aeree non controindicano in modo assoluto
la somministrazione del vaccino. Va attentamente valutata
l'opportunità di somministrare il vaccino a persone
con sintomi riferibili a malattie infettive poiché,
nell'eventualità di un evento avverso si potrebbero
determinare problemi di interpretazione. Lo
stato di gravidanza non solo non costituisce controindicazione
alla somministrazione del vaccino antinfluenzale, ma sarebbe
da considerare una indicazione alla vaccinazione. Diversi
studi hanno infatti messo in evidenza il maggior rischio di
serie complicazioni in seguito all'influenza, anche in assenza
di condizioni mediche predisponenti, per le donne nel terzo
trimestre di gravidanza o nelle prime fasi del puerperio poiché
una puerpera con influenza potrebbe contagiare il proprio
bambino. La vaccinazione antinfluenzale non è controindicata
nelle donne che allattano; l'allattamento non interferisce
sfavorevolmente sulla risposta immunitaria.
Reazioni indesiderate
Gli effetti collaterali segnalati più frequentemente
dopo somministrazione di vaccino antinfluenzale consistono
in reazioni locali quali dolore, arrossamento e tumefazione
nel sito di inoculo. Altre reazioni indesiderate riferite
con frequenza, soprattutto in persone mai vaccinate in precedenza,
consistono in malessere generale, febbre, dolori muscolari,
con inizio da 6 a 12 ore dalla somministrazione della vaccinazione,
e della durata di 1 o 2 giorni. Il consiglio comunque rimane
quello di consultare il proprio medico di famiglia o la Asl
di competenza prima di effettuare la vaccinazione.
Per ulteriori informazioni: www.sanita.it
[Fonte: Ministero della Salute,
"Prevenzione e controllo dell'influenza: raccomandazioni
per la stagione 2003- 2004"]
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