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Cosa sono l'omeopatia e l'omotossicologia
Ce lo spiaga il Dott. Eugenio
Pecchioli, Specialista in Chirurgia generale, Vascolare e
dell'Apparato digerente, che da diversi anni si interessa
anche di Medicina estetica, Omotossicologia ed Odontoiatria
in chirurgia
L'omeopatia
e l'omotossicologia fanno parte di quelle medicine dette,
con una brutta parola, "alternative". In realtà, esse
non sono alternative a nulla dal momento che la medicina è
una e una sola. E' assai più giusto chiamarle "complementari"
dal momento che esse investigano aspetti diversi di uno stesso
fenomeno: lo stato di salute o di malattia dell'individuo.
L'Omeopatia nasce alla fine
del 1700 per merito del medico tedesco Samuel Hanemann che
ebbe l'intuizione di poter curare le malattie mediante una
serie di sostanze provenienti dal mondo animale, vegetale
e minerale che, se in alte dosi, erano in grado di provocare
gli stessi sintomi della malattia in esame, mentre, se fortemente
diluite, avevano la capacità di curare la malattia.
Hanemann sperimentò su di sé queste sostanze
ricavandone una farmacopea che chiamò "materia medica"
e che, ancora oggi, riveduta ed ampliata, è di comune
uso da parte dei moderni omeopati.
L'Omotossicologia, invece, nasce negli anni '30 del secolo
scorso per merito di un altro medico tedesco: Hans Heinrich
Reckeweg che, partendo dalle intuizioni di Hanemann, introdusse
il concetto di "tossina" come base della malattia, intendendo
per tossina tutto ciò che può essere in grado
di turbare lo stato di salute dell'individuo, ampliando, così,
il concetto che con questo vocabolo si intende nella medicina
tradizionale. Secondo Reckeweg la malattia non è altro
che l'espressione della lotta fra l'organismo ed una tossina
che ne sta turbando l'equilibrio. Da qui la necessità
di non dare eccessiva importanza ai sintomi ma di cercare
di capire il turbamento dell'organismo nel suo insieme: nasce
la medicina "olistica". Quindi, per curare una malattia, non
basta evidenziarne i sintomi, ma bisogna osservare come l'organismo
si comporta di fronte ad essa e in che modo si difende.
La tavola delle omotossicosi
Ogni malattia si inquadra in una
tabella divisa i sei fasi: reazione, infiammazione, deposito,
impregnazione, degenerazione e neoplastica. Andando dalla
prima all'ultima si va verso l'aggravamento, tornando indietro
si va verso la guarigione (vicariazioni). A seconda della
fase in cui si colloca la malattia sono indicati alcuni tipi
di farmaci. Da qui deriva l'importanza di effettuare, prima
di tutto, una diagnosi di fase. Si passerà, poi, a
cercare di capire la "costituzione" dell'individuo vale a
dire quelle caratteristiche psico-fisico-genetiche che differenziano
un individuo da un altro e che, a loro volta, influenzano
il "miasma" vale a dire la modalità con cui un individuo
si ammala e che caratterizza il modo in cui ogni individuo
"si fa" quella malattia. Esistono farmaci tipici costituzionali
e miasmatici che, in realtà, sono più cari agli
omeopati puri che agli omotossicologi data la difficoltà
di individuare, oggi, delle costituzioni pure. Tornando alle
sei fasi, le prime 3 sono dette "umorali" in quanto le alterazioni
che si registrano non interessano la cellula ma solo il connettivo
e quindi hanno una prognosi favorevole, mentre le seconde
3 coinvolgono la cellula nei suoi organuli e quindi nel suo
funzionamento per cui appaiono di maggiore gravità
(fasi "cellulari"). L'omotossicologia possiede moltissimi
rimedi sia per le fasi umorali che per quelle cellulari. Una
malattia può aggravarsi e passare da una fase umorale
a quella cellulare e viceversa (vicariazioni progressive e
regressive). E' quello che succede quando una malattia peggiora
(vicariazione progressiva) o quando guarisce (vicariazione
regressiva).
Il Drenaggio
Alla base di ogni terapia omeopatica
e, ancor più, omotossicologica sta il drenaggio. E
si capisce perché. Se la malattia è causata
dalla presenza di tossine di vario tipo inquinanti prima il
connettivo e poi la cellula, la guarigione si potrà
ottenere solo con la loro rimozione, cioè con il loro
drenaggio. Anche in questo caso si adotteranno farmaci più
adatti al drenaggio umorale ed altri a quello cellulare, a
seconda della collocazione della malattia sulla tavola delle
omotossicosi. Esiste anche un drenaggio "emuntoriale" vale
a dire un drenaggio riguardante i principali organi emuntori
(fegato, rene, polmone, cute, intestino) che dovranno sempre
essere in grado di smaltire le tossine rimosse dagli altri
distretti per convogliarle verso l'esterno (feci, urine, respiro,
sudore, etc). Senza il drenaggio si rischia l'aggravamento
omeopatico, vale a dire una situazione, transitoria ma fastidiosa,
di peggioramento dello stato del paziente a causa dell'accumularsi
di tossine rimosse ma non espulse. Il drenaggio si attua con
i farmaci adatti o prima dell'inizio della terapia vera e
propria, o, più frequentemente, insieme ad essa. Spesso
si prolunga anche al di là della fase di guarigione
per consolidare il risultato della cura.
I "rimedi" omeopatici
In Omeopatia ed in Omotossicologia
non si usano farmaci (che agiscono chimicamente) bensì
rimedi (che agiscono tramite informazioni elettromagnetiche
biofotoniche). Se ne distinguono di diversi tipi sulla base
della loro funzione: rimedi drenanti, di causalità,
funzionali, d'organo, di danno cellulare, di fase e costituzionali.
Dei drenanti ne abbiamo già parlato. I rimedi di causalità
si chiamano Nosodi e si sforzano di combattere la causa prima
della malattia. Quelli funzionali appartengono al genere Homaccord
e si usano quando la malattia si manifesta sotto forma di
funzione alterata ma non perduta. Quelli d'organo sono ottenuti
da organi di maiale opportunamente trattati (dal momento che
il maiale è l'animale che ci è più vicino
dal punto di vista immunitario) ed hanno il compito di veicolare
altri farmaci terapeutici verso l'organo interessato per cui
non si usano mai da soli. I rimedi che si usano quando esiste
un danno cellulare sono i Catalizzatori, che hanno il compito
di ripristinare le funzioni respiratorie ed ossidative cellulari,
ed altri farmaci complessi, i Composti, che sono formati da
molti rimedi che presentano fra loro sinergia d'azione. Dei
rimedi di fase e di quelli Costituzionali abbiamo già
accennato. La via di somministrazione è quella solita
usata per i farmaci tradizionali: per os, intramuscolo, endovena,
sottocutanea, intradermica mesoterapica. La posologia è
assai varia a seconda della via di somministrazione e della
diluizione usata.
Impiego dell'omeopatia e dell'omotossicologia
Il campo d'impiego di queste discipline
è lo stesso della medicina tradizionale, tuttavia,
si deve riconoscere che i maggiori successi si registrano
nel campo delle patologie croniche che, oggi, rappresentano
almeno il 90% di tutte le malattie. Un luogo comune da sfatare
è rappresentato dall'idea che le terapie omeopatiche
ed omotossicologiche richiedano dei tempi lunghi per agire.
In realtà il tempo d'azione è sovrapponibile
a quello della medicina allopatica e, in certi casi, è
anche inferiore (specialmente se si attua un buon drenaggio).
Certe volte, nel campo delle patologie acute, ma anche nelle
croniche, può essere utile associare farmaci allopatici
e rimedi omeopatici. In ogni caso, il rimedio omeopatico è
sempre meglio tollerato di quello allopatico per cui è
più indicato per pazienti allergici o intolleranti
ai farmaci tradizionali. Fra le malattie che meglio rispondono
alle terapie omeopatiche vanno annoverate quelle allergiche,
respiratorie, cutanee, dell'apparato digerente, ginecologiche,
reumartropatiche, circolatorie, neuro-psichiche, etc. Un cenno
particolare va fatto per l'uso dei suddetti rimedi in medicina
estetica, particolarmente per la terapia della cellulite e
per il ringiovanimento del volto e del décolleté
soprattutto nella somministrazione mesoterapica.
Dott. Eugenio Pecchioli
drpecchioli@tin.it
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