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Trapianti e cellule staminali: parte la
sfida dell'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze
L'Ospedale
Pediatrico Meyer di Firenze sta muovendo i primi passi in
un terreno avanzato della ricerca e della terapia antitumorale:
quello dell'utilizzazione delle cellule staminali provenienti
da donatore familiare semicompatibile non solo per combattere
le leucemie ma anche il neuroblastoma e i tumori solidi. La
casistica per ora è limitata, ma la strada è
aperta, grazie a un investimento che ha dotato l'Ospedale
di un Reparto Interdisciplinare di Terapia Avanzata e di un
"Laboratorio a contaminazione controllata" per la
manipolazione cellulare, realizzato secondo le norme "Good
manufacturing practices" richieste a livello europeo.
Questo impegno è stato illustrato mercoledì
15 ottobre 2003 nel corso di un incontro con la stampa dal
Direttore generale del Meyer Franco Riboldi, dal Direttore
sanitario Paolo Morello, dalla professoressa Gabriella Bernini,
che dirige l'Unità operativa di Oncoematologia del
Meyer, e dal responsabile del Rita Lawrence Faulkner. Erano
presenti anche rappresentanti delle associazioni dei genitori
"Noi per Voi" e Fondazione Bacciotti, che hanno
contribuito concretamente alla dotazione del RITA di indispensabili
e costose apparecchiature.
E'
dal 1996 che al Meyer si realizza una attività di trapianto
autologo del midollo (circa 110 trapianti). Adesso nel RITA,
Reparto Interdisciplinare di Terapia Avanzata, sono state
integrate le competenze cliniche e il Laboratorio del Servizio
di trapianto del midollo con quelle del Servizio trasfusionale,
applicandole nel campo della terapia cellulare, che prevede
la manipolazione ex vivo di cellule autologhe o allogeniche
di varia natura, capaci di ripristinare una funzione vitale.
Il nuovo laboratorio, unico in grado di raccogliere ed elaborare
cellule staminali in campo emopoietico con applicazioni in
pediatria, lavora secondo procedure sicure e accreditabili
ed è sottoposto a un continuo monitoraggio ambientale.
Dispone tra l'altro di una attrezzatura che individua la sequenza
del DNA per valutare la qualità dell'attecchimento
delle cellule trapiantate, la risposta alla terapia e la diagnosi
di eventuali problemi infettivi, e di una attrezzatura che
serve alla purificazione delle cellule staminali. Il Meyer
sta affrontando questo nuovo campo di attività seguendo
pazienti ad altissimo rischio e ottenendo risultati interessanti.
Vale ricordare che delle morti da 1 a 14 anni di età
il cancro è la seconda causa (11%) dopo gli incidenti
(40%). In Italia si registrano circa 1000 nuovi casi ogni
anno e per 300 di questi la medicina non dispone ancora di
terapie efficaci (100 con leucemie, 80 con tumori cerebrali,
30 con neuroblastoma, 20 con tumori ossei, ecc...). "Puntare
sul donatore familiare semicompatibile dice il dottor
Faulkner - è la sfida del futuro, per i vantaggi che
questa scelta comporta sotto il profilo della disponibilità,
dei tempi di intervento e dei costi".
PER SAPERNE DI PIU'
Cellule staminali
Si chiamano staminali quelle
cellule che presentano alcune caratteristiche: la capacità
di autorinnovarsi, una lunga sopravvivenza, un ampio repertorio
differenziativo e la capacità di di differenziare in
elementi funzionalmente attivi (autorinnovamento, proliferazione,
differenziazione). Esse sono quindi in grado non solo di rigenerarsi
ma anche di dar vita a cellule "figlie" specializzate.
Le cellule staminali sono rintracciabili in diversi tessuti.
Il trapianto può essere realizzato con cellule staminali
prelevate da un familiare (trapianto allogenico da familiare),
da un non consanguineo (trapianto allogenico da volontario
non apparentato) o dal paziente stesso (trapianto autologo).
Il trapianto autologo, che prevede il prelievo delle cellule
staminali prima della chemioterapia, il congelamento e la
successiva reinfusione, è ormai entrato nella pratica
clinica corrente per il trattamento di molte malattie ematologiche
e non. E' è invece più recente lo sviluppo
delle tecniche del trapianto da donatore, che comporta rischi
legati all'inevitabile immunosoppressione e alle reazioni
del trapianto contro i tessuti normali dell'ospite (Graft
versus Host Disease, GvHD). Il trapianto da donatore familiare
parzialmente compatibile sta aprendo nuove possibilità
di cura per molte patologie gravi dell'nfanzia, responsabili
di una larga fetta della mortalità infantile. Infatti
mentre un familiare compatibile è disponibile per meno
del 25% dei casi, un familiare semicompatibile (aploidentico)
è disponibile per la quasi totalità dei pazienti
pediatrici. Le evoluzioni tecnologiche stanno rendendo possibile
l'esecuzione dei trapianti emopoietici parzialmente compatibili
con rischi sempre minori. Nel giro di pochi anni la mortalità
trapianto-correlata è scesa dal 50/60% al 10/20% ed
è molto verosimile che si riduca ancora.
Neuroblastoma
E' una forma tumorale che colpisce
le cellule nervose dei gangli simpatici.
Nell'età pediatrica è la terza neoplasia per
frequenza dopo le leucemie e i tumori cerebrali ed è
la prima come causa di morte (ovvero è in cima alla
lista dei tumori altamente mortali nei bambini). Può
colpire soprattutto la ghiandola surrenale (presentandosi
come una tumefazione addominale) e i gangli simpatici paraspinali
(potendo comparire in qualsiasi tratto della colonna vertebrale:
addominale e toracica). I sintomi più diffusi della
malattia sono: febbri, anemia, inappetenza, ecchimosi intorno
alle orbite. Le metastasi, frequenti e precoci, colpiscono
le ossa, i linfonodi, il fegato e il midollo osseo. La diagnosi
di Neuroblastoma va eseguita e confermata in un centro di
ricerca specializzato, effettuando analisi mirate.
R.I.TA.: ricerca di frontiera
Un acronimo accattivante, RITA,
contiene la denominazione di una delle attività di
punta dell'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, il Reparto
Interdisciplinare di Terapia Avanzata. Il Reparto fa parte
integrante dell'Unità operativa di Oncoematologia del
Dipartimento di Pediatria dell'Università di Firenze,diretta
dalla professoressa Gabriella Bernini.
Queste le finalità
del servizio:
- Trattare malattie pediatriche gravi (malattie oncoematologiche,
immunodeficienze, malattie gravi infettive, autoimmuni o metaboliche,
diabete, ecc
) che si possono avvalere della somministrazione
di prodotti cellulari (es. trapianto di midollo, di cellule
staminali periferiche, ecc
).
- Offrire le appropriate garanzie di sicurezza, professionalità
ed affidabilità per tutte quelle procedure che implicano
la raccolta, manipolazione, conservazione e utilizzo clinico
di prodotti cellulari autologhi o allogenici tenendo conto
dei criteri nazionali ed internazionali di accreditamento.
- Svolgere attività di ricerca e sviluppo nel campo
della applicazione delle cellule staminali e di altri prodotti
cellulari in coordinamento con gli altri centri regionali
ed extraregionali.
Dal 1996, la U.O. di Oncoematologia, in collaborazione con
il Servizio Emotrasfusionale e quello di Immunologia, ha sviluppato
un'attività di trapianto emopoietico riconosciuta
ufficialmente a livello europeo (Centro n.600, European Blood
and Marrow Transplantation Group) e nazionale (Gruppo Italiano
Trapianto di Midollo o GITMO). Sono stati eseguiti complessivamente
circa 110 trapianti e 130 raccolte di progenitori emopoietici
con l'acquisizione di un'ampia esperienza delle varie tecnologie
inerenti: leucaferesi, accessi vascolari, espianti midollari,
valutazione potenziale emopoietico e contaminazioe tumorale,
selezione cellulare, criopreservazione.
Attualmente il Rita sta sviluppando la propria attività
di ricerca soprattutto in direzione dell'utilizzazione di
cellule staminali e trapianto da donatore familiare.
[Fonte Ufficio Stampa Ospedale Pediatrico
Meyer, 15 ottobre 2003]
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