La
dieta mediterranea dimezza il rischio di mortalità per infarto
E' quanto emerge da una
ricerca dell'Anmco e dell'Istituto "Mario Negri"
di Milano, condotta su più di 11.000 pazienti colpiti
da infarto in oltre 170 centri ospedalieri italiani e presentata
al XXXIV Congresso dell'Associazione Nazionale Cardiologi
Ospedalieri che si è tenuto a Firenze dal 31 maggio
al 4 giugno
Firenze,
8 giugno 2003 La dieta mediterranea dimezza il rischio di mortalità
nei pazienti colpiti da infarto, indipendentemente da farmaci, fumo e stili di
vita. E' questo il risultato di 4 anni di indagini realizzate dallAssociazione
Nazionale Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) in collaborazione con l'Istituto "Mario
Negri" di Milano su più di 11.000 pazienti in 172 centri ospedalieri
distribuiti su tutto il territorio nazionale. La ricerca, appena pubblicata sul
prestigioso European Journal of Clinic Nutrition, ha reso possibile valutare e
quantificare per la prima volta i benefici legati al cambiamento delle abitudini
alimentari e limpatto della dieta mediterranea sul rischio di mortalità
dopo linfarto.
"A ognuna delle oltre 11.000 persone coinvolte
nella ricerca spiega il dott. Carlo Schweiger, Presidente di Heart Care
Foundation, la Fondazione dellANMCO è stato consegnato un
opuscolo illustrato con semplici indicazioni sui cibi da ridurre e quelli da aumentare
per proteggere il cuore, consigliando a tutti di incentivare il consumo di pesce,
frutta, verdura cotta, insalata e olio d'oliva. Ogni paziente ha poi compilato
un questionario alimentare all'inizio dello studio e dopo 6, 18 e 42 mesi
spiega ancora Schweiger è stato possibile "misurare" le
abitudini alimentari prima dell'evento e nei mesi successivi. Considerando
la frequenza di assunzione dei cibi consigliati, è stato costruito un punteggio
di "rischio alimentare" da 0 a 10 di cui 10 rappresentava le migliori
abitudini dietetiche, cioè la migliore dieta mediterranea". I risultati
sono stati sorprendenti, coloro che avevano 10 in pagella hanno avuto una mortalità
ridotta del 49% rispetto a quelli con stile alimentare peggiore. Non solo. Le
modificazioni dietetiche indotte dal semplice opuscolo informativo hanno comportato
una riduzione media di mortalità del 14% in tutta la popolazione dello
studio.
I ricercatori dellANMCO hanno quindi accertato che un corretto
regime alimentare, tipico della tradizione italiana, ha di per se effetti positivi
sul cuore indipendentemente dai farmaci utilizzati e dalla presenza o meno di
ogni altro fattore di rischio come sesso, età, fumo, ipertensione, diabete
ecc. "Infatti aggiunge Schweiger pur correggendo il risultato
finale per tutti i fattori non dietetici, il dato sostanziale non cambia. In pratica
la dieta mediterranea funziona indipendentemente dai farmaci, dal fumo e dallo
stile di vita. Ma non è necessario avere 10 in pagella per tranne beneficio
dalla dieta, l'effetto protettivo per il cuore è già evidente anche
per stili alimentari meno virtuosi: basta la sufficienza. Infatti nei pazienti,
suddivisi in 4 gruppi in base alla dieta (peggiore, cattiva, buona, migliore),
la riduzione di mortalità rispetto al gruppo "peggiore"è
stata del 31% nel gruppo "cattivo", del 34% nel gruppo "buono"
e appunto nel 49% nel gruppo "migliore".
"L'importanza
di questo studio è enorme afferma il dott. Alessandro Boccanelli,
Presidente dell'ANMCO infatti, pur essendo largamente condivisa la teoria
che la minore incidenza nei paesi del Mediterraneo delle malattie cardiovascolari
dipenda in parte dalla dieta, mancavano finora il supporto
e la conferma di trial clinici su come variasse la prognosi della malattia cardiovascolare
in base ai consigli dei medici a favore dei cibi tipicamente mediterranei. Questo
studio ha colmato questo vuoto, accertando in modo scientificamente autorevole
gli effetti "salvacuore" della dieta mediterranea.
La nostra
dieta simbolicamente rappresentata da frutta, verdura, olio di oliva, pesce, magari
con l'aggiunta di un bicchiere di vino a pasto conclude Boccanelli
non solo è un "salvacuore" ma è appetitosa, alla portata
di tutti, migliora la qualità della vita e soprattutto l'allunga. Inoltre
se questi cibi proteggono chi già ha avuto un infarto, a maggior ragione
ne possono prevenire linsorgenza. Per questo le linee guida per il trattamento
dei pazienti con malattie coranariche dovrebbero includere la raccomandazione
di aumentare il consumo di frutta, verdura, olio d'oliva e pesce, senza dimenticare
comunque altri fattori chiave nello stile di vita come il fumo".
Per
saperne di più sulla prevenzione cardiovascolare e sulle principali patologie,
si può cliccare sui siti: www.tuttocuore.it www.anmco.it www.heartcarefound.org
[Firenze,
4 giugno 2003]
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