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8 novembre: Giornata Nazionale del mal di testa

Da Torino fino a Messina, sabato 8 novembre si celebra in tutta Italia la Giornata Nazionale del mal di testa e in alcuni importanti capoluoghi del Paese come Bologna o Napoli, si terranno anche riunioni e convegni aperti a tutti i cittadini, nel corso dei quali chiunque avrà la possibilità d'incontrare, in maniera del tutto libera e gratuita, esperti di fama internazionale spesso "inaccessibili" per il loro enorme carico di lavoro.

Il merito dell'iniziativa, emblematicamente intitolata "Cefalea: come uscire dal labirinto", va all'AIC, l'Associazione Italiana Cefalagici che è riuscita a coinvolgere in questa giornata alcuni fra i maggiori esperti italiani di mal di testa come ad esempio il Prof. Raul di Perri, uno delle figure storiche nello studio di questa malattia in Sicilia, che sarà a disposizione dei pazienti dell'isola del sole alla riunione di Messina o il Presidente Emerito della SIN (Società Italiana di Neurologia) Prof. Vincenzo Bonavita, Direttore della Clinica Neurologica del II Policlinico di Napoli che, col patrocinio della Regione Campania, sta organizzando insieme al responsabile del relativo Centro Cefalee Roberto De Simone una rete territoriale di gestione del paziente cefalalgico che vede protagonisti i Medici di Famiglia in stretta collaborazione con i centri ad alta specializzazione.

Ma ogni Regione italiana, anche la Toscana, ha organizzato le sue particolari strategie per uscire non solo dal labirinto della malattia, ma anche da quello dell'assistenza, resa ancora più complessa da modalità di accesso ai Centri Cefalee talora farraginose, dalle lunghe file d'attesa e dalla mancanza di attività di supporto e d'informazione.

Un ponte fra medici e malati, sponsorizzato anche dall'ANIRCEF (l'Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee), è fondamentale per far capire alla gente l'importanza di un adeguato trattamento di questa malattia, il cui impatto, secondo l'OMS, rischia di restare incompreso a causa sia della facile confusione fra normale mal di testa ed emicrania, sia della riluttanza che molti pazienti hanno a recarsi dal medico. L'8 novembre sarà allora il medico ad andare da loro.

Gli stessi esperti dell'OMS hanno da tempo denunciato il pericolo che l'opinione pubblica non si renda sufficientemente conto del fatto che l'emicrania è una malattia seria. A causa della sua elevata frequenza (oltre 7 milioni di pazienti solo in Italia), l'emicrania (che in fondo è soltanto una delle più diffuse forme dei quasi 150 diversi tipi di mal di testa esistenti) è stata definita dall'OMS un serio problema di sanità pubblica perché, anche se non mette i pazienti in pericolo di vita, determina un significativo deterioramento della loro esistenza soprattutto negli adulti in età lavorativa e, in tutte le culture prese in esame, costituisce una delle malattie maggiormente debilitanti: è un disturbo che dura tutta la vita, caratterizzato dall'imprevedibilità del momento dell'attacco.

Anche se sono ormai disponibili trattamenti, sia preventivi che sintomatici, efficaci, il loro utilizzo è spesso ostacolato dalla lentezza delle diagnosi e dalla mancanza di un'adeguata preparazione della classe medica sulle corrette strategie terapeutiche da utilizzare. Questo è il labirinto da cui, a partire dall'8 novembre, occorre uscire.

[fonte: Salute Europa]