I
toscani sono soddisfatti dei servizi sanitari?
Secondo una indagine dell'Ispo di
Renato Mannheimer sembrerebbe di no, mentre dal canto suo la
Regione ribatte presentando altri numeri che mettono in evidenza
l'alto gradimento della sanità regionale.
Nella
guerra dei numeri noi ci limitiamo a presentare alcuni stralci
dei due documenti presentati a Firenze martedì 11 marzo
in occasione dell'incontro dibattito organizzato da Archimedia
all'Ospedale degli Innocenti in P.zza S.S Annunziata, dal
titolo: "La percezione della sanità in Italia
e in Toscana: la risposta del cittadino".
L'indagine dell'Ispo Istituto per gli studi sulla Pubblica
Opinione - ha riguardato mille toscani sentiti per telefono
e , per via telematica, un campione rappresentativo della
popolazione italiana adulta di 4053 persone. Il 26% ha valutato
positivamente l'operato della Regione Toscana negli ultimi
mesi mentre i dati nazionali illustrano un 31% di valutazioni
positive. Scendendo nel dettaglio in alcuni casi i dati toscani
sono in linea con quelli nazionali con alcune eccezioni molto
indicative.
"Relativamente ai tempi di attesa si dice nell'indagine
di Renato Mannheimer per analisi, per ricoveri ospedalieri,
le file agli sportelli delle ASL e degli ospedali, per terapie
e cure specialistiche i giudizi negativi prevalgono
su quelli positivi sia a livello nazionale che soprattutto
in Toscana. Sui tempi di attesa per le analisi, i cittadini
toscani risultano più insoddisfatti dei loro connazionali:
57% di giudizi negativi contro il 53% a livello nazionale.
I tempi di attesa per visite specialistiche, le file agli
sportelli e i tempi di attesa per ricoveri ospedalieri sono
i servizi rispetto ai quali si lamentano ovunque ( rispettivamente
69%, 65%, 62% di giudizi negativi in Toscana contro 72%, 65%
e 61% in media nel paese), soprattutto da parte di chi, in
specie gli anziani, ha recentemente usufruito dei servizi.
Sui tempi di attesa per terapie e cure, la Toscana ottiene
un 63% di valutazioni negative, contro il 69% registrato a
livello nazionale.
Per quanto riguarda l'accesso a servizi sanitari è
scritto nell'indagine i dati registrati in Toscana
sono più negativi di quelli registrati a livello nazionale:
facilità di reperimento dei farmaci e vicinanza e comodità
degli sportelli risultano i settori percepiti come quelli
che funzionano meglio. Sui primi si esprime negativamente
il 34% della popolazione italiana e il 38% di quella Toscana,
sui secondi il 44% della popolazione italiana e il 50% di
toscani.
Più critici ovunque i giudizi circa la facilità
di usufruire dei servizi ( 56% di valutazioni negative a livello
nazionale e 58% a livello di Regione Toscana), e soprattutto,
- conclude il rapporto - sulle procedure burocratiche di accesso
ai servizi ( 67% di giudizi negativi in Toscana contro il
64% a livello nazionale)".
Davanti a questi dati, nei quali
emerge sostanzialmente lo scarso gradimento da parte dei cittadini
toscani della sanità regionale, l'assessore al Diritto
alla Salute della Regione Toscana Enrico Rossi ribatte offrendo
altri dati che confermano l'esatto opposto.
"I
dati in possesso della Regione sottolinea Rossi
sono ben diversi da quelli presentati dall'Ispo. E dicono,
per esempio, che quasi l'80% dei toscani sono soddisfatti
del sistema sanitario regionale. Alcuni dati sono talmente
a nostro favore precisa l'assessore che, per
pudore, avevamo scelto di non pubblicizzarli. Per esempio
dai dati Istat, presentati alcuni giorni fa, emerge che le
persone molto soddisfatte dei servizi ospedalieri, in Italia
sono il 25,9%, in Toscana il 33,3%, in Lombardia il 33,4%.
Inoltre altri dati positivi emergono dall'indagine sulla percezione
della qualità dei servizi sanitari in Toscana curata
dall'Area Statistica della Regione e condotta dal 17 settembre
2001 su un campione di 6000 cittadini toscani. Da questa indagine
dice ancora Rossi risulta che il 79,3% dei toscani
sono molto o abbastanza soddisfatti del servizio sanitario
pubblico mentre anche nella relazione del Tribunale per i
diritti del malato 2001-2002 la Toscana è la terza
regione meno contestata dagli utenti".
Marco Carraresi (UDC) commenta: "Il
gradimento del sistema sanitario toscano non è particolarmente
elevato, ma la Giunta Regionale preferisce continuare nelle
autocelebrazioni..."
Anche il consigliere regione dell'UDC
Marco Carraresi interviene in merito ai dati del gradimento
del sistema sanitario regionale da parte dei cittadini toscani.
"Non condivido assolutamente i consueti toni trionfalistici
dell'Assessore Rossi - afferma Carraresi - sul modello toscano
di sanità. Addirittura l'assessore, anziché
riflettere sulle ragioni dei risultati in parte negativi evidenziati
dal sondaggio dell'Ispo sulla soddisfazione dei cittadini
toscani nei confronti del loro sistema sanitario, cerca di
confutare questi dati contrapponendo altri dati, quelli dell'Istat
-che ben poco hanno a che vedere con il grado di soddisfazione
degli utenti-, e quelli prodotti dalla stessa Regione Toscana,
che come tutti i rilevamenti interessati e fatti
in casa non possono avere piena attendibilità.
Una oggettiva analisi della situazione sanitaria toscana
senza preconcette avversità ci porta invece
a dire aggiunge ancora l'esponente politico dell'UDC
- che vi è stato e permane un grande scarto tra gli
obiettivi fondamentali dichiarati e le concrete attuazioni.
Il sistema sanitario toscano va avanti per forza di inerzia:
- con una buona dotazione finanziaria assicurata dal Governo
centrale (9.200 miliardi di lire);
- con le ASL impegnate in tentativi spasmodici e spesso
infruttuosi- di sanare i bilanci attraverso tagli ai servizi
e alle prestazioni;
- con una programmazione ospedaliera concentrata sulla massiccia
riduzione dei posti-letto nei nuovi ospedali di Massa Carrara,
Prato, Pistoia e Lucca (che vuole compensare i mega ospedali
della Versilia e del Valdarno aretino che sono in attesa di
clienti!);
- con le immancabili liste di attesa;
- con gli Ospedali che dimettono frettolosamente e con un
territorio che non accoglie tempestivamente per mancanza di
strutture intermedie (Ospedali di comunità, Hospice,
etc
) scaricando quindi sulle famiglie l'onere della
lungoassistenza.
Insomma il sistema sanitario toscano conclude Marco
Carraresi - non è complessivamente da buttare, ma proporlo
come modello di esportazione, da sottoporre all'ammirazione
del resto dell'Italia sanitaria come fa invece l'Assessore
Rossi ci pare davvero molto presuntuoso."
[Firenze, 12 marzo 2003]
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