|
Inchiesta sulla medicina sportiva
Arrestati e poi rilasciati due
medici di Firenze che effettuavano visite di idoneità
non regolari
Firenze,
10 ottobre 2003 Due medici sportivi arrestati e poi
rilasciati e altri 14 indagati insieme a due funzionari pubblici
della Asl e della Regione Toscana. Per i due arresti le accuse
sono di associazione a delinquere finalizzata alla truffa,
per gli altri abuso d'ufficio e falso. Nel mirino le visite
medico-sportive di idoneità che non si sarebbero svolte
regolarmente.
La Regione Toscana interviene con una nota: "In merito
all'inchiesta in corso su irregolarità nelle visite
di idoneità alla pratica sportiva e per truffa ai danni
della Ausl 10 di Firenze, la Regione, riaffermando la propria
fiducia nei confronti del lavoro dei magistrati, si riserva
di costituirsi parte offesa o parte civile in relazione agli
sviluppi dell'inchiesta. Contrariamente a quanto scritto da
alcuni giornali, fino a questo momento non risulta siano state
inviate informazioni di garanzia a propri funzionari.
In molti casi oggetto di indagini della Magistratura, è
stata la Regione stessa ad assumere iniziative di denuncia
di fenomeni di dubbia legittimità e la sua linea è
sempre stata caratterizzata dalla massima collaborazione con
le autorità inquirenti. Anche in questo caso ha assicurato
fin dall'inizio la piena collaborazione con carabinieri e
Magistratura inquirente, attivando le Aziende sanitarie, che
hanno fornito tutta la documentazione e le informazioni richieste.
I
funzionari regionali si sono sempre detti disponibili ad incontrarsi
con gli inquirenti e a rendere note tutte le notizie in loro
possesso. Insomma, la linea seguita dalla Regione Toscana
è stata da subito improntata alla massima collaborazione
e trasparenza.
La Regione non ha compiti di controllo diretto o ispettivo
sull'erogazione delle attività. Le funzioni di vigilanza
che la legge le attribuisce sono riferite alla presenza dei
presupposti per il rilascio delle autorizzazioni alla pratica
sportiva, che vengono accertati attraverso i competenti servizi
delle Usl.
Quanto alla nuova legge che disciplina la materia, questa
è stata progettata nell'estate del 2001 (ben prima
che la Regione venisse a conoscenza delle indagini) per migliorare
le prestazioni della medicina dello sport e garantire le certificazioni
di idoneità agonistica e quindi non esiste alcun nesso
tra la legge e le indagini della Magistratura.
Con questa legge (la LR 35/03) i cittadini sono più
tutelati, visto che si affida alle Asl la vigilanza sul corretto
rilascio ed utilizzo delle certificazioni di idoneità
allo sport agonistico e non agonistico, si attribuisce ai
sindaci la competenza di autorizzare gli studi e i medici
che possono effettuare le visite e concedere l'idoneità
a praticare gli sport. Gli ambulatori che rilasciano le certificazioni
di idoneità devono essere tutti accreditati preventivamente.
Anche
l'anagrafe dei cittadini sottoposti a visite di idoneità
allo sport agonistico viene innovata profondamente, visto
che si prevede un sistema informatizzato dedicato, che permetterà
un migliore controllo sui soggetti che si sottopongono ad
una visita che - lo ricordiamo - ogni anno deve essere effettuata
nuovamente, proprio a tutela della salute degli sportivi.
La nuova legge prevede infine che i servizi di medicina dello
sport svolgano attività di prevenzione verso il doping,
intervengano a sostegno dell'avvio allo sport di coloro che
hanno problemi fisici e psichici, facciano opera di educazione
all'attività motoria".
[Fonte: Ufficio Stampa Regione Toscana]
|