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A Careggi l'unico centro europeo
per le donne mutilate nei genitali
Firenze
10 novembre 2003 - Il reparto della clinica ostetrica e ginecologica
di Careggi è diventato Centro regionale di riferimento
per la prevenzione e la cura delle mutilazioni genitali femminili.
Lo ha stabilito la Giunta regionale toscana. Il Centro rappresenta
la prima esperienza in Italia e l'unica in Europa per la cura,
la raccolta e la ricerca.
A Careggi si rivolgono tra le 400 e le 500 donne all'anno
a causa di complicazioni dovute alle mutilazioni genitali.
Le più praticate sono la clitoridectomia (asportazione
parziale o totale del clitoride), l'escissione (asportazione
della clitoride e delle piccole labbra) e l'infibulazione,
che oltre a clitoridectomia ed escissione prevede anche il
raschiamento delle grandi labbra, che vengono poi fatte aderire
e tenute assieme, cosicchè rimane solo una piccola
apertura per far defluire urina e sangue mestruale. Negli
ultimi tre anni presso il Centro sono state realizzate 60
deinfibulazioni e si sono ridotti i problemi di sterilità
e i parti cesarei nelle donne sottoposte a mutilazioni.
Si calcola che in Italia siano
dalle 4.000 alle 5.000 le bambine che rischiano l'infibulazione,
mentre secondo l'Organizzazione mondiale della sanità,
in tutto il mondo sono almeno 135 milioni le donne che hanno
subìto mutilazioni sessuali, e ogni anno se ne aggiungono
altri 2 milioni. Si tratta di una pratica diffusa in 40 Paesi,
Italia e Usa compresi, ma soprattutto in Africa, in 28 stati
della fascia sub-sahariana. Sono 6.000 le ragazze che ogni
giorno nel mondo subiscono mutilazioni genitali. Tra gli obiettivi
che la Regione ha posto al Centro di riferimento regionale
di Careggi ci sono quindi, oltre all'assistenza sanitaria
alle donne, lo sviluppo di un dialogo interculturale, attraverso
incontri periodici che affrontino le problematiche ricorrenti,
per trovare soluzioni accettabili dalle pazienti e dagli operatori,
la formazione del personale medico e paramedico, il supporto,
psicologico e terapeutico, per donne che hanno subìto
mutilazioni genitali.
[Fonte: Giunta Regionale Toscana]
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