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Pisa, presentato in Toscana il primo esperimento
italiano di "ospedale in rete"
Pisa,
7 aprile 2003 - Gli ospedali italiani sbarcano sul web e costruiscono,
all'interno del territorio, una rete sanitaria. Accade all'inizio
dell'anno nella "Area Vasta nord-ovest Toscana"
che comprende le provincie di Pisa, Lucca, Livorno e Massa
Carrara includendo le aziende ospedaliere di molte città.
Cosa significa? Organizzare in maniera equilibrata le strutture
e le informazioni, sviluppare un "governo clinico"
con l'adozione di apposite linee guida e garantire ai cittadini
prestazioni appropriate e programmate. Con la rete sanitaria
si può razionalizzare il sistema di offerta di assistenza
sanitaria e accelerare l'innovazione delle strutture sanitarie.
I primi risultati sono stati presentati all'inizio di aprile
durante il workshop "Ospedale in rete e reti di ospedali.
Modelli ed esperienze a confronto" organizzato dall'Osservatorio
Change Management in sanità presso la Scuola Superiore
SantAnna di Pisa.
"L'obiettivo è di funzionalizzare il sistema sanitario
in termini di prestazioni, economicità e costi",
spiega Riccardo Varaldo, Direttore della Scuola Superiore
Sant'Anna. "Le esperienze estere come quelle della rete
privata no-profit californiana Setter Health e della rete
francese per il governo del percorso oncologico Resomed, hanno
molto da insegnarci. Bisogna mettere a punto un sistema di
razionalizzazione dei servizi che serva a poter operare acquisti
in comune, comune gestione finanziaria e soprattutto scambi
di nuove tecnologie".
Per innovare i processi di acquisto la rete dell'Area Vasta
userà sistemi di e-procurement come l'albo elettronico
dei fornitori, un catalogo elettronico, gare di appalto e
ordini di acquisto ondine. Sostanziale è l'apporto
della rete e del collegamento delle strutture con un unico
sistema informativo per superare le difficoltà e i
ritardi. E' poi importante il reporting sistematico di soddisfazione
del paziente per orientarci le strutture sanitarie e i medici
nell'adozione di un modello unico di comportamento.
[Fonte: Fonte "Affari&Finanza" di Repubblica
del 7 aprile 2003]
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