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La salute degli italiani, regione per regione

Roma, 20 novembre 2003 - La salute non segue la devolution. Ne dà le prove il primo "Rapporto Osservasalute" elaborato dall'Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane dell'Istituto di Igiene dell'Università Cattolica, che martedì 18 novembre lo ha presentato ufficialmente a Roma e al quale hanno partecipato oltre sessanta tra i maggiori esperti di Sanità pubblica, demografia, epidemiologia, statistica ed economia italiani.

Un confronto tra i risultati regionali giudicato dal Ministro della Salute, Girolamo Sirchia, che ne firma la presentazione "un utile apporto per misurare i risultati fondamentali per raggiungere la qualità di un servizio". Secondo il Rapporto, l'Italia non è divisa solo tra Nord e Sud, ma anche tra Est e Ovest.

"La devolution non è in discussione", sottolinea Gualtiero Ricciardi, direttore dell'Osservatorio e dell'Istituto d'Igiene della Cattolica. "Anzi - prosegue - in alcuni casi sta avendo ricadute apprezzabili in termini di salute e di qualità dell'assistenza, misurata sempre più sulle necessità del territorio. Semmai - aggiunge - i risultati dell'Osservatorio suggeriscono l'importanza di elementi di correzione solidaristica al processo in atto".

Al Nord si sono affermate in tutte le aziende sanitarie le cure a domicilio, la spesa è sempre più contenuta e il consumo di farmaci ridotto. Ma le morti per tumore sono sopra la media e, tranne nelle Regioni con più immigrati, l'età media aumenta a rotta di collo. Al Sud la mortalità è minore (tranne in Campania, dove si registra il record di decessi per patologie cardiovascolari) e la salute è tutto sommato buona, ma spesso si fuma troppo, gli obesi crescono, ci si vaccina poco e per far nascere i bambini si abusa di parti cesarei.

[fonte: Sito internet www.osservasalute.it]