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Pronto soccorso al Meyer
29.000 accessi in un anno
e pubblicato un vademecum per imparare come si "usa"
il Pronto soccorso
Firenze,
31 ottobre 2003 - Quello dell'Ospedale Pediatrico Meyer di
Firenze è l'unico Pronto soccorso pediatrico della
Toscana. Ogni giorno si rivolgono a questa struttura numerosissimi
utenti. Il servizio è organizzato secondo la procedura
del "triage" (indicata dalle Linee guida nazionali):
al Pronto Soccorso non conta, cioè, il momento in cui
si arriva, ma il grado di urgenza del caso.
Urgenza massima per il "codice rosso", che definisce
una condizione molto critica del paziente, con compromissione
delle funzioni vitali, e via via minore per i codici giallo,
verde e bianco, con conseguente differenziazione dei tempi
di attesa. Il compito di definire la priorità con cui
il paziente viene visitato dal medico è affidato a
infermieri esperti e specificamente formati, sotto la supervisione
del medico di servizio. Dopo la valutazione, ai genitori o
a chi accompagna il bambino viene consegnata una scheda sulla
quale è segnato il codice-colore che indica il grado
di urgenza del caso. In base al codice si provvede alle visite.
Nel periodo di tempo tra il maggio del 2002 e l'aprile 2003
sono stati registrati al Pronto Soccorso del Meyer questi
dati: gli accessi sono stati in tutto 29.031. Di questi, 17.488
sono stati accessi medici (non chirurgici) per una percentuale
di circa il 60%. Degli accessi medici il 9.5% circa (1649)
si sono rivelati casi di febbre, mal d'orecchie, diarrea,
eritema da pannolino. Proprio le patologie a "codice
bianco" a cui si riferisce la campagna di informazione
e educazione sanitaria rivolta alla famiglie che viene lanciata
il 3 novembre dagli Ospedali pediatrici di Firenze, Genova,
Trieste, Ancona e Napoli.
Come si usa
il Pronto Soccorso?
Febbre, mal d'orecchi, diarrea,
sederino irritato dal pannolino: sono tra le ragioni più
comuni per cui un bambino si lamenta, piange forte, si vede
che soffre. I genitori si allarmano, (magari è notte
)
e non riescono a calmare il piccolo. Alla fine decidono: si
va al Pronto Soccorso dellOspedale. Ma qui può
accadere che gli operatori sanitari addetti al triage, dopo
aver valutato la situazione, indichino alla famigliola la
porta della sala dattesa dei codici bianchi,
dove sostano i casi non urgenti destinati ad aspettare che
vengano prima risolte le vere emergenze.
Evitare inutili e trafelate corse al Pronto Soccorso si può,
se si è bene informati su che cosa fare nel caso si
manifestino i sintomi sopra citati. Cinque grandi Ospedali
pediatrici italiani, il Meyer di Firenze, il Burlo Garofolo
di Trieste, il Gaslini di Genova, il Salesi di Ancona e il
Santobono di Napoli, in collaborazione con i pediatri di libera
scelta, lanciano a partire da lunedì 3 novembre nelle
rispettive città una campagna di informazione che ha
lo scopo di evitare il ricorso delle famiglie al Pronto Soccorso
nei casi in cui non esistono le reali condizioni di urgenza,
quando cioè il disturbo accusato dal bambino è
tranquillamente curabile a casa o con la consulenza del pediatra
di base. Con un duplice vantaggio: per la famiglia e per i
bambini, che riescono a limitare ansia, stress, attese prolungate,
e per la struttura sanitaria stessa, che può rivolgere
tutte le energie ai casi veramente urgenti e di emergenza.
La campagna prevede la distribuzione ai genitori di un vademecum,
un agile depliant in cui sono descritti alcuni frequenti sintomi
di malattia dei bambini (febbre, diarrea, dermatite da pannolini
e mal dorecchi) che cosa fare quando questi si manifestano,
e i consigli su quando consultare il pediatra e quando invece
è necessaria una visita urgente. Il depliant, intitolato
"Leggere le istruzioni. Sapere, per saper scegliere il
comportamento corretto", sarà distribuito da lunedì
3 novembre 2003 nei Pronto Soccorso dei cinque ospedali, dai
pediatri di famiglia e diffusi attraverso gli Ambulatori Pediatrici
dei Distretti .
"Con questa azione informativa mirata ai genitori di
bambini di età inferiore ai 5 anni - spiega il dottor
Francesco Mannelli, responsabile del Dipartimento emergenza
accettazione del Meyer - prevediamo di ridurre di almeno la
metà il numero dei codici bianchi per queste patologie
che si presentano al Pronto Soccorso e di assicurare quindi
una gestione ancora migliore delle emergenze. Contiamo di
distribuire, nel corso dellanno almeno 10000 brochure".
La campagna fa parte di un progetto di ricerca elaborato dal
Pronto Soccorso del Burlo Garofolo di Trieste. Si chiama Studio
multicentrico dellimpatto sugli accessi pediatrici al
Pronto Soccorso di strategie e profili assistenziali concordati,
è coordinato per il Meyer dal dottor Marco de Luca
e dalla dottoressa Sonia Innocenti per i pediatri di libera
scelta, prevede il contemporaneo coinvolgimento delle cinque
città (Firenze, Trieste, Genova, Ancona e Napoli) ed
è sostenuto dal Ministero della Salute. Sulla base
dei dati raccolti nei Pronto Soccorso saranno elaborate strategie
e profili assistenziali per contenere il continuo aumento
degli accessi impropri, migliorare leducazione sanitaria
della popolazione e aumentare la capacità di autogestione
delle famiglie. La conclusione operativa, valida per tutto
il sistema nazionale, è prevista ad agosto 2004.
vedi anche www.meyer.it
[fonte: Ufficio Stampa ospedale pediatrico
Meyer di Firenze]
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