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Sex addiction
Quando la ricerca del piacere su internet diventa una malattia: anche a Firenze è attivo un centro per la cura delle sex addiction

Anche nel nostro paese ci sono sempre più persone che hanno trasformato la ricerca del piacere in una vera e propria malattia: persone che si cercano su internet i piaceri del sesso grazie alle chat e alle videocam, rapporti che molto spesso diventano realtà, nella maggioranza dei casi veri e propri incubi. E' una sindrome che rischia di creare problemi economici e sociali, affettivi e di relazione. Ci si trova isolati e soli, sempre incompresi.

Negli Usa è un disturbo diffuso e studiato da un ventennio. L'apertura di nuovi centri specializzati per la cura delle dipendenze sessuali non è certo una novità. Una novità assoluta invece, è per l'Italia l'inaugurazione durante lo scorso mese di aprile del Cedis, Centro di Ricerca e trattamento per la dipendenza sessuale che, non a caso, propone terapie sul modello americano. L'istituto, che ha sede a Roma, è diretto dallo psichiatra Tonino Cantelmi docente all'Università la Sapienza di Roma, via San Martino della Battaglia 31, tel. 06.44340019. Un centro simile si trova anche a Firenze, si tratta dell'Istituto Internazionale di Sessuologia, Via Alamanni 23,
www.irf-sessuologia.org, tel. 055.212859.

La cura, preceduta da test psicologici di valutazione, consiste in una terapia di gruppo di tipo comportamentale, sul prototipo di quelle riservate a chi soffre anche di altre forme di dipendenza come l'alcolismo. La sexual addiction è la dipendenza dai propri impulsi sessuali. E' un'ampia categoria che comprende i pedofili e chi commette atti di violenza e sopraffazione, ma anche persone dalle abitudini non perverse, ma incontrollabili. Da chi si masturba così spesso da non riuscire a pensare ad altro, chi ricorre in continuazione alle prostitute, chi si crea problemi di lavoro e di relazione o perché no riesce a fare a meno di avere avventurette in continuazione, chi passa ore e ore sul web alla ricerca di contatti sessuali e via dicendo.

"Oggi in particolare il mondo del web – spiega Chiara Simonelli, docente di Pscicologia e Patologia del Comportamento Sessuale alla Sapienza di Roma – ha un richiamo irresistibile per queste persone, che magari fino a qualche anno fa si dedicavano alle molestie telefoniche o spendevano fortune chiamando i centralini erotici. Il problema non sta tanto nell'utilizzo delle chat e siti porno, ma nella fissazione su questa gratificazione. Il sexaholic naviga tutta la notte, ha problemi sul lavoro, trascura la famiglia e gli amici".

La sexual addiction negli Usa riguarda il 6-8% degli uomini e il 3-4% delle donne. In Italia abbiamo percentuali analoghe, lo rivela una ricerca di Filippo Petruccelli, docente di Psicologia e dello Sviluppo a Cassino e Direttore dell'Isp (Istituto per lo studio delle Psicoterapie).

Per saperne di più sulla sex addiction e sulle terapie c'è un sito internet in inglese www.ncsac.org, oppure il sito dell'Istituto di Sessuologia Clinica di Roma www.roma2000.it/isc. A Torino invece esiste la Scuola Superiore di Sessuologia Clinica,
www.sssc.torino.it

[Fonte: La Repubblica delle Donne del 26 aprile 2003]