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Procreazione:
Legge 40 sotto la lente del Comitato Bioetica
Il Cnb sta infatti esaminando la controversa questione, con
l'obiettivo di valutare possibili 'vie alternative' ad alcuni
limiti imposti dalla legge
Roma,
28 maggio 2004 - La legge 40
sulla procreazione assistita finisce sotto la lente del Comitato
nazionale di bioetica. Il Cnb sta infatti esaminando la controversa
questione, con l'obiettivo di valutare possibili 'vie alternative'
ad alcuni limiti imposti dalla legge. Un tema spinoso, del quale
si sta occupando uno specifico gruppo di lavoro del Cnb, quello
sulle 'novità della procreatica'. Ma anche la riunione
svoltasi oggi, secondo quanto si è appreso, ha segnato
un'ulteriore profonda divisione tra i membri del gruppo. Il
lavoro dei bioeticisti, comunque, procede, anche se sino ad
oggi non è stata ancora trasmessa la richiesta di un
parere al Cnb da parte del ministero della Salute, come annunciato
nei giorni scorsi.
Al centro del dibattito dei bioeticisti, è la questione
della definizione dell'inizio della vita umana. La legge approvata
vieta, infatti, il congelamento degli embrioni e limita a tre
il numero di embrioni che è possibile produrre ai fini
della procreazione assistita. Ma una 'via d'uscita' è
forse possibile, valutando appunto quella fase in cui l'ovocita
fecondato non è ancora allo stadio di zigote (la prima
fase dell'embrione). La lente degli esperti è cioè
puntata su quella fase di ''interregno'' nella quale non e'
ancora possibile parlare di 'embrione'. Ecco il nodo della discussione:
dal momento in cui avviene la fecondazione dell'ovocita a quello
in cui si determina il nuovo nucleo embrionale, trascorre un
periodo di tempo abbastanza lungo e pari a circa 35-40 ore.
La legge fa riferimento al 'concepito' ma nulla dice riguardo
a questa fase in cui il nucleo embrionale non è ancora
formato.
In linea di principio, dunque, la legge non prevederebbe alcun
divieto o limite al congelamento degli ovociti in tale fase
iniziale. Una 'via d'uscita' ai limiti vigenti che avrebbe naturalmente
un grande impatto, a partire dalla possibilità di congelare
appunto un numero congruo di ovociti in fase pre-embrionale,
evitando alle donne la necessità di ripetute stimolazioni
ovariche. Insomma, si configurerebbe in questo modo la possibilità
di superare i divieti della legge. Il dibattito in proposito,
però, si preannuncia lungo e tortuoso, perché
le posizioni all'interno del Comitato sono quanto mai contrapposte.
Per un parere del Cnb sulla questione, dunque, bisognerà
attendere.
[fonte: ANSA]
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