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Medici citati in giudizio: innocenti due casi su tre
Sono quindicimila ogni anno in Italia i contenziosi giudiziari in sanità, diffusi nuovi dati

Firenze 11 marzo - Sono circa 15mila l'anno i contenziosi giudiziari in sanità nel nostro Paese, ma almeno i due terzi si risolvono con l'assoluzione del medico chiamato in giudizio. Questi alcuni dati dell'Associazione "medici accusati di malpractice ingiustamente" (A.M.A.M.I.), che venerdì 12 a sabato 13 marzo tiene a Roma il suo primo congresso: "Medical malpractice: dalla prevenzione alla rivalsa del medico innocente".

Nel corso del congresso verranno presentati gli strumenti che l'Associazione promuove per sostenere la rivalsa del medico citato in giudizio ingiustamente. In particolare l'Amami presenterà il testo dell'Accordo arbitrale per la deflazione del contenzioso paziente-medico. "Si tratta - si legge in una nota - di una assoluta novità nella risoluzione dei contenziosi giuridici in ambito sanitario. L'utilizzo quotidiano di questo strumento infatti renderà superfluo il ricorso alla giustizia ordinaria e offrirà un concreto aiuto sia ai pazienti realmente danneggiati dall'errore sanitario (pochi mesi per giungere alla risoluzione della controversia rispetto ai molti anni che bisogna attendere se si seguono le vie ordinarie) sia ai medici che hanno agito correttamente".

Obiettivo dell'associazione, definire il fenomeno di malpractice e delle accuse ingiuste rivolte alla classe sanitaria. Secondo l'associazione, infatti, accanto ai casi in cui si censurano giustamente i medici che sbagliano, ormai quotidianamente si rivolgono alla classe medica anche accuse del tutto infondate, con fini troppo spesso diversi da quelli di giustizia. Secondo l'Amami un medico subisce, dopo un'ingiusta accusa dalla quale viene poi assolto, un danno biologico, un danno esistenziale e un danno patrimoniale.

[Fonte: Sito internet Ass. A.M.A.M.I. www.associazioneamami.it]