Scoperto
nel cervello un "interruttore" della fame e dell'accumulo
di grassi
Si tratta di un enzima e
secondo uno studio basta inibirlo per provocare nei topi cali
di appetito
Roma 18 marzo 2004 - Secondo
uno studio pubblicato sulla rivista "Nature", basta
inibire un enzima (proteina chinasi attivata dall'AMP, o AMPK)
per provocare nei topi calo di appetito e dimagrimento. Al
contrario, l'aumento dell'enzima spinge gli animali ad "abbuffarsi"
e a ingrassare. Secondo la coordinatrice dello studio, Barbara
B. Kahn del Beth Israel Deaconess Medical Center dell'Harvard
Medical School di Boston, identificando i fattori che regolano
l'attività dell'AMPK sarà possibile trovare
nuove cure contro l'obesità.
Le 'indagini' sull'enzima sono state stimolate dal fatto che
questo controlla il consumo e la produzione di energia a livello
cellulare e, allo stesso tempo, è presente nell'ipotalamo,
la parte del cervello che regola la fame. Così, in
collaborazione con l'University of Pennsylvania di Filadelfia
e il Centre de Recherches Biomedicales des Cordeliers di Parigi,
i ricercatori hanno studiato il funzionamento dell'enzima
nell'ipotalamo di topi, scoprendo in questo modo la sua funzione
centrale nel controllo dell'appetito: l'enzima viene inibito
dalla leptina, un ormone anoressizzante, e dall'insulina,
che aumenta dopo i pasti. Inoltre, i suoi livelli diminuiscono
anche in seguito all'assunzione di glucosio e quando il cibo
è eccessivo. L'ultima conferma sul ruolo dell'enzima
viene dal fatto che è possibile controllare l'alimentazione
e il peso degli animali, agendo direttamente sui livelli di
AMPK nell'ipotalamo.
[Fonte: Adnkronos Salute]
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