Tumori:
dai farmaci 'bio' speranze per quelli più aggressivi
Risultati promettenti e insperati,
contro tumori 'difficili' come quelli del polmone e del rene,
grazie ai farmaci biologici in grado di bloccare uno o più
meccanismi alla base della crescita del cancro
New Orleans, 8 giugno 2004 - "E' davvero un salto in avanti
rispetto a quanto visto e ottenuto finora", afferma Walter
Stadler, oncologo dell'università di Chicago, commentando
i risultati degli studi presentati al 40° Congresso della
Società americana di oncologia medica (Asco) a New Orleans.
Concorda Maurizio Tonato, direttore di Oncologia medica all'ospedale
di Perugia ed esperto di cancro del polmone. La ricerca
si muove a piccoli passi - sottolinea Tonato, il primo italiano
a ottenere un incarico nell'Asco con la nomina a 'chairman of
International Affairs Committee' - ma la direzione è
chiara: attraverso lo studio del profilo genetico, individuare
i pazienti che trarranno benefici da un determinato trattamento.
Questo permette di evitare terapie tossiche, inutili e costose,
e di scegliere per ogni paziente le cure migliori".
In tal senso si procede anche per
il tumore del polmone, uno dei 4 'big killer'. Ogni anno colpisce
30mila italiani: a 5 anni dalla diagnosi è vivo il
15% dei malati, ma le chance aumentano quanto più precocemente
viene scovato il cancro.
Anche i geni influenzano l'efficacia della terapia. Secondo
due studi americani, le mutazioni del gene che controlla il
recettore del fattore di crescita (EGFR) vanificano gli effetti
di gefinitib, anticorpo monoclonale cui erano legate molte
speranze contro il tumore del polmone. Allo stesso modo, uno
studio italiano rivela che alterazioni delle molecole deputate
alla trasmissione dei 'messaggi' fra le cellule influiscono
sulla risposta del paziente alla terapia.
[Fonte: Adnkronos Salute]
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