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Inchiesta Glaxo: Fnom, quanta verità
in tale clamore?
Tutti i commenti alla
scandalo più grave nella sanità italiana. L'Ordine
dei Medici: aspettare prima di sparare nel mucchio
Roma, 26 maggio 2004 - Attendere il verdetto dei giudici prima
di "sparare nel mucchio e gridare allo scandalo".
E' l'invito del presidente della Federazione nazionale degli
Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnom) Giuseppe
Del Barone che, esprimendo il 'disagio' della categoria medica
alla notizia della denuncia da parte della Guardia di Finanza
a carico di oltre 4.400 medici accusati di reati di varia
natura, si chiede anche: "Quanto c'è di verità
in tanto clamore?"
"Trovandoci all'inizio di un provvedimento giudiziario
- ha affermato il presidente dei medici - occorre attendere
ora il verdetto dei giudici prima di gridare allo scandalo".
Del Barone ha quindi confermato "la piena fiducia nella
Magistratura" ed ha assicurato che gli Ordini professionali
"faranno la loro parte nel sanzionare comportamenti contrari
alla dignità della professione medica ove esistenti
e provati". Il presidente Fnom ha però contestato
il "tanto rumore" legato alla vicenda: "Non
posso non rilevare - ha commentato - l'eccessivo clamore suscitato
da quello che ad oggi è solo il risultato di un'indagine,
avviata da più di due anni ed emersa oggi agli onori
della cronaca, in un momento in cui tanto si parla di sprechi
nel settore della sanità ed in quello farmaceutico
in particolare, e alla vigilia di un importante appuntamento
elettorale". Quasi a voler sottolineare, ha proseguito
Del Barone, "attraverso notizie esasperate, che in sanità
nulla funziona e tutto va riformato nell'assurdo tentativo
di deteriorare il rapporto medico-paziente". Del Barone
ha quindi ricordato che sono previste severe sanzioni per
i medici che si macchiano di reati provati. In questo caso,
infatti, il medico è anche giudicato da una commissione
disciplinare, che ha cinque possibilità: l'archiviazione
del caso, l'avvertimento, la censura, la sospensione fino
a sei mesi o la radiazione. "Attendiamo con fiducia -
ha concluso il presidente Fnom - la conclusione di questa
vicenda, nella certezza che sarà la verità a
chiarire posizioni ed eventuali colpevolezze".
L'industria farmaceutica è sempre
troppo ispirata al marketing
Aumentare l'informazione 'indipendente'
sui farmaci e disciplinare maggiormente il rapporto tra medici
e informatori scientifici. Sono i primi passi da compiere
per prevenire il fenomeno di comparaggio e corruzione che
ha portato oggi alla denuncia di 4.400 medici da parte della
Guardia di Finanza di Venezia. Ne è convinto il farmacologo
e direttore dell'Istituto di Ricerche farmacologiche Mario
Negri, Silvio Garattini. Il problema, ha affermato Garattini,
"nasce dal fatto che l'industria farmaceutica ha abbandonato
la sua caratteristica di industria a ispirazione medica per
divenire semplicemente un'industria ispirata dal marketing,
ed il farmaco è dunque diventato un bene di consumo".
Quanto al fenomeno di comparaggio nella classe medica, secondo
il farmacologo è presumibile che sia un "atteggiamento
abbastanza generalizzato, dal momento che le industrie farmaceutiche
spendono fino al 30% del proprio fatturato per la promozione
dei farmaci e che gli informatori scientifici, il cui obiettivo
è appunto quello di incrementare le prescrizioni, sono
oltre 30.000". Insomma, sul medico, afferma Garattini,
"si esercita un'enorme pressione, ma l'informazione che
arriva alla classe medica circa i farmaci proviene per il
90% appunto dalle aziende; manca, cioè, un'informazione
indipendente mentre a prevalere è solo l'informazione
di parte". Che fare allora? Due le misure più
urgenti indicate dall'esperto: "Innanzitutto - ha spiegato
- è necessario aumentare l'informazione 'indipendente'
sui farmaci, un compito del quale devono farsi carico il Ministero,
le Regioni e la nuova Agenzia del farmaco. In secondo luogo
- ha proseguito è di fondamentale importanza
disciplinare maggiormente il rapporto con gli informatori
scientifici". Come? "Basterebbe che i medici - è
l'esempio portato dal farmacologo - invece di perdere tempo
prezioso durante le visite, fossero convocati periodicamente
per delle riunioni di gruppo con le aziende farmaceutiche,
che potrebbero essere svolte negli ospedali". Una modalità
che porterebbe indubbi vantaggi: "Se l'informazione fosse
fatta in pubblico, e non nel segreto dell'ambulatorio - ha
commentato Garattini - tutto sarebbe più chiaro e si
ridurrebbe sicuramente lo spazio per eventuali contrattazioni".
Purtroppo, ha concluso Garattini, "gli aspetti etici
non si possono imporre per legge, ma una regolamentazione
stretta potrebbe quanto meno facilitare una maggiore correttezza".
Cgil,
invertire rotta uso farmaci
Invertire la rotta sull'uso dei farmaci sviluppando linee
guida di appropriatezza, perseguendo le truffe ed eliminando
i ticket "odiosi ed inutili". E' la ricetta proposta
dal responsabile delle politiche della Salute della Cgil Roberto
Polillo, alla luce dell'operazione della Guardia di Finanza
di Venezia conclusasi con la denuncia per comparaggio o corruzione
di 4.400 medici. "L'operazione Giove avviata dal Procuratore
Papalia sulla vendita e prescrizione illecita di farmaci della
Glaxo - ha commentato Polillo - mette a nudo il vero problema:
In Italia è ancora troppo elevato il livello di inappropriatezza
nell'uso del farmaco, e questo è reso possibile dalla
mancanza di una politica del settore che sappia contrastare
le pressioni esercitate con i mezzi più disparati,
fino alla truffa, dalle case farmaceutiche e da una pratica
prescrittiva da parte dei medici ancora lontana da standard
di qualità e di dimostrata efficacia". Secondo
il sindacalista, inoltre, "occorre invertire questa rotta
anche smettendo di colpire i cittadini con odiosi ed inutili
ticket e rendendo invece obbligatorio per tutti i medici del
Ssn l'uso di linee guida e protocolli condivisi sull'utilizzo
delle molecole".
Snami, no condanne
generalizzate
'No' alle condanne "generiche e generalizzate".
Lo afferma il presidente del Sindacato nazionale autonomo
medici italiani (Snami) Pier Giuseppe Conti, a proposito della
denuncia di 4.440 medici per comparaggio e corruzione da parte
della Guardia di Finanza di Venezia. Conti si dice "dispiaciuto"
del fatto che la notizia della denuncia "compaia nei
giorni nei quali siamo in attesa delle decisioni di parte
pubblica sui nostri accordi contrattuali". Sostenendo
quindi la necessità di non gettare fango sull'intera
categoria, Conti sottolinea che "non è da difendere
chi è scorretto e si comporta in modo riprovevole e
non etico; ritengo però che le condanne - ha concluso
- non debbano essere generiche e generalizzate, poiché
vanno colpiti solo i reali colpevoli, niente di meno, nulla
di più".
Azienda, abbiamo
sempre collaborato
"Fin dal febbraio 2003 GlaxoSmithKline (GSK) ha fattivamente
collaborato con le autorità affinché le indagini
potessero svolgersi con la massima rapidità ed efficacia".
E' il commento dell'azienda farmaceutica, coinvolta nell'operazione
della Guardia di Finanza di Venezia che ha portato alla denuncia
di 4.400 medici. "GSK - si sottolinea in una nota - si
augura di poter avere specifica conoscenza degli addebiti
che le sono mossi per poter fare quanto prima compiuta chiarezza
sulla vicenda". L'azienda ribadisce inoltre la 'correttezza'
del proprio operato ed in particolare afferma di "non
aver mai rilasciato dichiarazioni fraudolente in materia fiscale,
avendo sempre rispettato la disciplina in materia". Nei
rapporti con la classe medica, prosegue la nota, "sono
state date disposizioni e si sono tenuti comportamenti tali
da fare escludere un fenomeno generalizzato di comparaggio
o corruttivo, e sono stati tempestivamente attuati gli adempimenti
previsti dalla legge 231/01". GSK, si rileva nel comunicato,
"è un'azienda leader a livello mondiale ed italiano.
E' profondamente radicata nel nostro Paese, nel quale opera
fin dal 1932, e dove oggi è presente con un Centro
ricerche di eccellenza di rilevanza mondiale per la ricerca
psichiatrica, con 548 ricercatori e 100 milioni di euro investiti
ogni anno, nonché con due stabilimenti produttivi certificati
secondo i più rigorosi standard internazionali, che
riforniscono oltre 100 paesi in tutto il mondo". La Glaxo,
si legge sempre nella nota, "occupa oltre 3000 persone
e contribuisce alla bilancia dei pagamenti con un export annuo
di circa 650 milioni di euro, pari al 38 per cento del fatturato,
ed ha depositato nel trienno 2001-2003 ben 62 brevetti".
GlaxoSmithKline, conclude l'azienda, "continua a credere
in questo Paese e vuole continuare a contribuire alla sua
crescita in campo scientifico, tecnologico, culturale, sanitario
ed industriale".
Cittadinanzattiva, da sempre
corrotta
La corruzione nella Sanità "non si è mai
interrotta". Ad affermarlo, in relazione all'operazione
della Guardia di Finanza di Venezia che ha portato alla denuncia
di 4.400 medici, è il segretario generale di Cittadinanzattiva
Teresa Petrangolini. "La corruzione nella sanità
non si è mai interrotta e anche se in questo caso -
ha affermato Petrangolini - stiamo parlando di una vecchia
indagine, è impressionante verificare il numero elevato
di persone rinviate a giudizio e la quantità di denaro
investita in soli tre anni". Cittadinanzattiva ha quindi
annunciato che "quando si apriranno i processi, si costituirà
parte civile". "La priorità - ha proseguito
Petrangolini - è prevenire questi episodi e ridare
certezze ai cittadini circa la moralità di aziende,
medici e farmacisti". Due, secondo l'associazione, le
strade percorribili: "Innanzitutto quella della trasparenza
e della revisione dei meccanismi commerciali, e per questo
- afferma - è in corso una trattativa per rivedere
tutti i passaggi e le modalità di rapporti tra aziende,
mondo medico e aziende sanitarie". La seconda strada
riguarda i processi: "Non è possibile - sostiene
Cittadinanzattiva - che in presenza di tanti indagati si debba
aspettare anni per colpire chi si è indebitamente arricchito".
Da qui la proposta dell'associazione: "Perché
non applicare anche ai casi di corruzione quanto già
previsto dalle norme sul sequestro e la confisca dei beni
in caso di reati di mafia? Sarebbe un bel deterrente - conclude
Cittadinanzattiva - per far sapere a corruttori e corrotti
potenziali che potrebbero rimetterci veramente".
[fonte: ANSA]
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