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Guai a chi mi chiama passerotto!
Per parlare ai bambini occorre conoscerli, saperli ascoltare anche quando fanno il broncio o hanno paura, avere la voglia di parlare e dialogare con loro, utilizzando termini chiari e fantasiosi

Firenze 10 maggio - La Fondazione dell'Ospedale Pediatrico Meyer di Firenze, forte dell'esperienza di comunicazione in cui da anni è impegnata con i bambini ricoverati e i loro genitori, lo ha fatto. Il risultato è il libro, ora in vendita in tutte le librerie italiane, che la Fondazione ha commissionato alla casa editrice fiorentina Fatatrac. Un prodotto editoriale di qualità rivolto non solo ai bambini ricoverati al Meyer o negli altri Ospedali, ma alle scuole, alle istituzioni pubbliche, alle amministrazioni e soprattutto a tutti i bambini italiani e stranieri.

"Guai a chi mi chiama passerotto!" (a colori, cartonato, 40 pagine, euro 13,50) raccoglie i testi della maestra-scrittrice Anna Sarfatti che ha saputo tradurre con la freschezza e la semplicità delle filastrocche i principi della Carta, così come pensati, fatti propri e applicati dai maggiori Ospedali italiani riuniti nella Conferenza Permanente degli Ospedali Pediatrici. Principi che per il Meyer, primo ospedale che ha avviato il progetto, non sono degli enunciati teorici, ma devono essere rispettati e fatti rispettare. Un impegno che sia l'ospedale fiorentino, sia quelli che aderiscono alla Conferenza Permanente, assolvono attraverso le verifiche dell'accreditamento.

[Fonte: A.O. Meyer]