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Obesità è rischio: ecco come calcolarlo
Una persona su tre è in sovrappeso e una su 10 è obesa. Ma l'essere grassi non è tanto un problema di estetica da correggere prima di andare al mare, quanto di salute

Milano, 7 giugno 2004 - Una persona su tre è in sovrappeso e una su 10 è obesa. Ma l'essere grassi non è tanto un problema di estetica da correggere prima di andare al mare, quanto di salute, se è vero che il 3,4% degli obesi è diabetico (ma il 95% dei diabetici è anche obeso), il 12% è iperteso, il 6,2% ha malattie cardiovascolari, il 23% ha il colesterolo alto.

Sono dati che hanno indotto il Centro di Studio e Ricerca sull'Obesità (CSRO) dell'Università di Milano, diretto dal prof. Michele Carruba, a lanciare la campagna di informazione/prevenzione 'Io peso la salute', attraverso un camper-ambulatorio che toccherà tra giugno e luglio sette città della Lombardia: Milano (14-17 giugno), Monza (18-20), Pavia (21-25), Bergamo (26-30), Como (1-5 luglio), Varese (7-11) e Brescia (12-16 luglio). Nel camper-ambulatorio verranno eseguite gratuitamente valutazioni del rischio cardiovascolare sulla base di dati quali: peso, indice di massa corporea, circonferenza di vita, glicemia, frequenza cardiaca, fumo, familiarità per eccesso di peso o patologie correlate. La qualità della valutazione eseguita sarà garantita dall'applicazione di Raccomandazioni Diagnostico/Terapeutiche proposte da una recente Consensus Conference promossa in Italia dallo stesso CSRO.

"L'obesità - ha sottolineato oggi il prof. Carruba nel presentare l'iniziativa - riduce l'aspettativa di vita fino a 10 anni. Non è una malattia, è una 'sindrome metabolica': per alcuni anni si può vivere obesi senza alcun disturbo, ma a lungo andare inevitabilmente si va in 'sindrome metabolica', condizione che oggi interessa il 50% della popolazione oltre i 55 anni e che sovente non è diagnosticata come tale. I pazienti sanno spesso di avere il diabete piuttosto che la pressione alta, o ancora il colesterolo alto. Ma troppo spesso l'insieme di queste patologie non viene inquadrato nella sindrome metabolica. Eppure - ha continuato Carruba - ogni anno 270 mila persone con sindrome metabolica sono colpite da infarto cardiaco, fatale nel 50% dei casi".

Secondo i dati di Carruba, fra la popolazione italiana sopra i 55 anni, il 51% ha un rischio di sviluppare l'infarto superiore al 6%, ha cioè una probabilità superiore al 6% di sviluppare un infarto nei successivi 10 anni; il 18% ha un rischio maggiore del 15%; il 10,9% ce l'ha maggiore del 20% e il 3% maggiore del 30%. "Ma la gente sembra non accorgersene e i casi di obesità, anche in Italia, stanno aumentando continuamente di numero: il 25% in più ogni cinque anni. Nemmeno i bambini ne sono immuni e un bambino obeso ha l' 85% delle probabilità di diventare un adulto obeso".

Parallelamente con le iniziative del Ministero della Salute, che ha finanziato campagne di stampa che hanno indotto il 37,8% delle persone sovrappeso o obesi a modificare il proprio comportamento alimentare, il CSRO è dunque partito con un progetto pilota per ora limitato alle sole sette città lombarde. Per tutta la durata dell'iniziativa - con la collaborazione della Società Italiana Obesità, gli ordini dei medici e dei farmacisti, la Croce Rossa, la Regione e il Comune di Milano - e fino a settembre sarà attivo il numero verde 800.123678 e un'area del sito www.medicienutrizione.it, che forniranno informazioni sugli spostamenti dei camper e, per chi è interessato, gli indirizzi dei Centri e degli specialisti che operano nell'area da cui viene effettuata la chiamata.

Il progetto prevede anche la fornitura a tutti i medici di famiglia che ne faranno richiesta, del Programma Cartesio, un software che sulla base dei parametri indicati è in grado di calcolare automaticamente il rischio cardiovascolare. "Un programma - ha concluso Carruba - che mostra come, abbassando anche di poco il dato sul peso corporeo (ma si può provare ad abbassare qualunque parametro), il rischio di infarto possa diminuire sensibilmente".

[Fonte: ANSA]