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Società
della salute: sperimentazione al via
in 18 zone
L'assessore Enrico Rossi:
"Così i servizi saranno più vicini ai cittadini",
ribatte l'opposizione con Marco Carraresi (UDC): La
Giunta regionale dà il via alla sperimentazione nonostante
le evidenti violazioni della normativa regionale e statale
Firenze,
23 marzo 2004 - La Giunta Regionale ha autorizzato l'avvio della
sperimentazione delle Società della salute in 18 zone
socio-sanitarie della Toscana, sulla base dei progetti presentati
dal Comuni e dalle Asl. "Con questa riforma - dice l'assessore
regionale per la salute Enrico Rossi - rendiamo più democratico
il governo della salute in Toscana, promuoviamo il dialogo istituzionale,
apriamo il sistema alla società civile".
Le Società della salute prenderanno in carico per i servizi
sanitari e sociali territoriali il 55% della popolazione toscana,
cioè circa 2 milioni di persone, e amministreranno un
budget di milioni di euro. Per i servizi sanitari territoriali
in Toscana si spendono infatti oggi complessivamente ogni anno
2 miliardi e 400 milioni di euro, per i servizi sociali 263
milioni di euro. La Regione destina ai servizi non ospedalieri
il 53% del proprio bilancio sanitario. Nelle Società
della salute lavoreranno migliaia di operatori, ora dipendenti
dalle Asl e dai Comuni. Un gruppo tecnico ha esaminato i progetti
per valutarne la congruenza con gli indirizzi regionali.
Sulla base di una relazione di questo gruppo ha espresso parere,
l'11 marzo scorso, anche la IV Commissione consiliare, che ha
autorizzato la sperimentazione indicando una serie di prescrizioni
generali e specifiche che riguardano ciascun progetto. Il gruppo
tecnico ha infine l'incarico di monitorare il processo di sperimentazione
che durerà 2 anni. Asl e Comuni costituiranno ora i consorzi
e i consigli comunali dovranno adottare i loro statuti. "Quella
delle Società della salute è una operazione di
sussidiarietà orizzontale e verticale - spiega l'assessore
Rossi - Orizzontale perché il sistema si apre al volontariato,
alla società, coinvolgendo nella medicina e nell'assistenza
territoriale il maggior numero possibile di protagonisti. Verticale
perché risponde ai principi ispiratori della riforma
del titolo V della Costituzione che affida alle Regioni la gestione
della sanità". Gli aspetti qualificanti sono: coinvolgimento
delle comunità locali, garanzia di qualità e appropriatezza,
controllo e certezza dei costi, universalismo ed equità,
imprenditorialità non profit.
"Ci osservano da tutta Italia, perché siamo i primi
a fare questa operazione - conclude Rossi - Siamo convinti che
la gestione dell'assistenza e dei servizi sanitari e sociali
a livello locale può essere organizzata al meglio se
a farlo sono coloro che in quella realtà operano tutti
i giorni e ne conoscono a fondo le caratteristiche. E infatti
la Società della salute coinvolge e responsabilizza tutti,
Asl Enti locali, operatori sanitari e mondo del volontariato.
L'obiettivo è quello di dare più autonomia ai
servizi territoriali e fare in modo che il cittadino senta questi
servizi più vicini alla sua vita quotidiana e possa controllarne
spesa e qualità".
Ecco le 18 zone: Lunigiana, Pratese, Alta Val di Cecina, Val
D'Era, Pisana, Bassa Val di Cecina, Val di Cornia, Val di Chiana
Senese, Casentino, Valdarno, Colline metallifere, Amiata Grossetana,
Firenze, Fiorentina nord-ovest, Fiorentina sud-est, Mugello,
Empolese, Valdarno Inferiore. Queste zone corrispondono a 9
Asl : Asl 1, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10 e 11.
Per l'opposizione ha parlato Marco Carraresi (UDC): "Con
i progetti per la Società della salute: la Giunta regionale
dà il via alla sperimentazione nonostante le evidenti
violazioni della normativa regionale e statale e le incoerenze
con l'atto di indirizzo. E' questo il dato più evidente
che emerge dai 18 progetti di candidatura alla sperimentazione
della Società della salute presentati da altrettante
zone socio-sanitarie della Toscana ed approvati dalla Giunta
regionale. Il dato politico rilevante è addirittura che
alcune zone si "distaccano" dall'atto di indirizzo
quasi a volerne sottolineare la non condivisione. Così
come estremamente grave dal punto di vista del percorso istituzionale
continua Carraresi è il fatto che molte
candidature siano state presentate senza nemmeno essere discusse
nei consigli comunali coinvolti. Abbiamo oltretutto sempre sostenuto
che sarebbe stato un errore accettare indiscriminatamente tutti
i progetti presentati (18 su 18) perché significava disattendere
l'Atto di indirizzo approvato dal Consiglio regionale e fare
perdere alla sperimentazione il carattere di selettività
che invece la dovrebbe contraddistinguere e che costituiva una
delle finalità sottintese dell'Atto. E' allora evidente
che le "condizioni" poste dalla Giunta regionale nel
provvedimento di autorizzazione alla sperimentazione, ben difficilmente
potranno sanare le tante lacune emerse, a meno che non si abbia
intenzione, in futuro, di modificare lo stesso Atto di indirizzo.
La scelta quindi di andare avanti nella fase successiva della
costituzione delle Società della salute l'approvazione
da parte della Giunta, sia pure "con prescrizioni",
dei 18 progetti presentati ci appare veramente affrettata.
E non siamo ancora convinti che non ci sarà purtroppo
qualche amministratore che userà questa "approvazione",
in maniera demagogica e strumentale conclude il consigliere
dell'UDC per la propria campagna elettorale in occasione
delle prossime elezioni comunali".
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