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I vantaggi delle erbe
In un convegno che si è
tenuto ad Empoli nei giorni scorsi sono stati approfonditi
alcuni temi relativi all'uso medico delle piante
Empoli,
13 febbraio 2004 - Il convegno 'I vantaggi delle erbe' tenutosi
ad Empoli ai primi di febbraio ha permesso di approfondire
alcune tematiche relative alla normativa sulle erbe medicinali,
ancora in gestazione in Parlamento. Alla tavola rotonda hanno
partecipato rappresentanti del mondo dell'erboristeria (Di
Muzio, presidente FEI), della fitoterapia (Firenzuoli, presidente
ANMFIT), della farmacia (Degrassi, Federfarma), dell'Università
(Morelli, Università di Pisa), dell'editoria specializzata
(Di Stefano, rivista L'erborista) e del mondo politico (Sen.
Ulivi, AN, Commissione Sanità del Senato; Sen. Boco,
Verdi).
Le problematiche emerse sono numerose e non facilmente risolvibili
con una provvedimento legislativo che si limiti a regolamentare
il "prodotto erboristico" senza tener conto dell'attuale
poliedrica realtà. Circa 5000 sono le erboristerie
italiane in attesa di una moderna normativa, mentre migliaia
sono anche gli studenti dei Corsi di laurea in tecniche erboristiche,
laureati dalle Facoltà di Farmacia, professionisti
attualmente privi di una prospettiva occupazionale corrispondente
al proprio titolo di studio. Ecco perché anche noi
accogliamo con favore la richiesta espressa dal modo dell'Università
e dell'erboristeria, che la nuova normativa preveda uno specifico
ruolo sanitario per questi nuovi laureati. Riteniamo che il
ruolo sanitario diventi un diritto per un laureato da una
Facoltà di Farmacia, anche se con anche tutte le ovvie
conseguenti responsabilità.
Questo
spostare la figura dell'erborista dal settore del commercio
a quello della salute andrebbe primariamente a garanzia del
cittadino e potrebbe contribuire a colmare l'assenza di figure
professionali competenti nel settore. Un'equilibrata proposta
legislativa dovrebbe tuttavia prevedere il riordino di tutto
il comparto delle piante medicinali. Se all'erborista laureato
competono compiti di coltivazione, raccolta, preparazione
e vendita di prodotti erboristici con i relativi consigli
d'uso per il mantenimento dello stato di salute, al farmacista
dovrebbe invece essere garantita una adeguata formazione specifica
durante e dopo il corso di laurea, al fine della preparazione
dei medicinali vegetali magistrali ed officinali e tutte le
nozioni per un corretto controllo dell'automedicazione. Il
legislatore dovrebbe infine prevedere insegnamenti di farmacologia
e tossicologia delle piante medicinali durante il corso di
laurea in Medicina e Chirurgia con una specifica formazione
post-laurea, al fine di garantire ai pazienti anche la presenza
di medici specialisti in fitoterapia, non autoreferenziati,
bensì riconosciuti dall'Ordine dei Medici.
L'altro capitolo oggetto di ulteriori dibattiti sarà
poi quello relativo ai farmaci vegetali tradizionali, sui
quali sta attualmente deliberando la Comunità Europea.
Questi consentiranno di aver disponibili estratti di piante
medicinali con la stessa sicurezza d'impiego dei farmaci
di sintesi. A tutela della salute pubblica auspichiamo non
tanto un provvedimento legislativo che si limiti alla sola
regolamentazione del prodotto erboristico, peraltro confuso
integratori ed alimenti, bensì una legge quadro che
regolamenti tutta la complessa ed articolata realtà
delle piante medicinali e delle relative figure professionali.
Dr. Fabio Firenzuoli
Direttore Centro di Medicina Naturale - Scuola di Fitoterapia
clinica
Centro di Riferimento regionale per la Fitoterapia
Presidente ANMFIT, Associazione Nazionale Medici Fitoterapeuti
Ospedale S. Giuseppe - Az. USL 11 Empoli
f.firenzuoli@usl11.toscana.it
www.naturamedica.net
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