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A San Rossore
2005 di scena la cooperazione sanitaria nel mondo
Il 14 e 15 luglio torna il meeting
organizzato dalla Regione Toscana: Ong, enti locali ed organizzazioni
internazionali per due giorni a confronto
Pisa,
1 luglio 2005 - Parlare di salute come diritto universale
vuol dire parlare anche di cooperazione sanitaria internazionale:
con le sue luci e le sue contraddizioni, naturalmente: è
quello che accadrà il 14 e 15 luglio a San Rossore,
nell'ex tenuta presidenziale in provincia di Pisa dove si
svolge l'annuale meeting organizzato dalla Regione Toscana
giunto alla quinta edizione: spazio aperto per il confronto
fra istituzioni locali e movimenti su temi cruciali per il
futuro del nostro pianeta, con ospiti internazionali.
La salute è il tema scelto quest'anno. Si parlerà
così anche delle disparità che esistono tra
il nord ed il sud del mondo dove spesso, per malattie semplici
e curabili, migliaia di persone perdono ancora facilmente
la propria vita. Un dato sopra tutti: nei paesi industrializzati
il 15% della spesa publica viene investita in sanità,
nell'Asia meridionale e nel Pacifico questa percentuale è
appena l'1%. La malattia crea povertà e la povertà
malattia, scriveva lo storico della medicina Sigerist. Ed
è anche per interrompere questo circolo vizioso che
nasce la cooperazione internazionale.
La conferenza che è svolta nel 1978 ad Alma Ata ha
definito la salute un diritto, "un risultato sociale
estremamente importante per cui serve il contributo di molti
altri settori economici in aggiunta a quello sanitario".
Le azioni che da allora si sono sviluppate, ribadite dalla
dichiarazione del Millennio del 2000 dell'Onu, hanno visto
come protagonisti l'Organizzazione mondiale della sanità,
l'Unicef ed il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo,
la più importante fonte multilaterale per lo sviluppo
umano sostenibile, ma anche la Banca mondiale, i ministeri,
gli enti locali con la cooperazione decentrata e le Organizzazioni
non governative.
Gran parte di questo mondo sarà rappresento a San Rossore.
Tra gli altri, ci saranno, il primo giorno, Margaret Chan,
rappresentante dell'Oms in Asia, il direttore della divisione
agricoltura della Fao Prabhu Pingali, Carlos Corvalan esperto
dell'Oms sui cambiamenti climatici e Gianfranco de Maio responsabile
medico della sezione italiana di Medici senza Frontiere. Il
secondo giorno interverrà Gino Strada, fondatore di
Emergency.
Voci che porteranno ciascuna la propria esperienza: la cooperazione
che si muove, con rapide capacità tecniche e logistiche,
sulle emergenze del mondo, non senza forti risvolti mediatici,
e la cooperazione che punta sul lungo periodo, mediaticamente
meno visibile. Ed anche qualche voce critica sul lato oscuro
della solidarietà, raccontato dalla cronaca in più
di un'occasione ma non sufficiente ad inaridire il cuore:
quello ad esempio del latte in polvere per sfamare i bambini
in paesi dove, non essendoci acqua potabile, è come
non averlo, quello di proventi di aste di beneficienza scomparsi
fra i rivoli della solidarietà internazionale nelle
tasche di qualcuno che se ne è aproffittato, quello
della solidarietà che arriva dopo le bombe e la razzia
di materia prime, per rimediare ai danni provocati.
O quello di sfide mancate. Il G8 di
Genova nel 2001 aveva lanciato il Fondo globale contro l'Aids,
la malaria e la tubercolosi. Era stato calcolato che sarebbe
bastato lo 0,7 per cento del Pil dei paesi industrializzati
per ridurre del 25 per cento i malati di Aids nel mondo, del
50 per cento le morti per tubercolosi e del 50 per cento il
carico delle malattie associate alla malaria. Tranne i paesi
scandinavi, tutti sono rimasti al di sotto di quella soglia.
Molti, tra cui Usa ed Italia, hanno drasticamente ridotto
i loro contributi.
Su www.primapaginatoscana.it
è possibile scaricare il programma completo del meeting
di San Rossore insieme a tutte le altre informazioni utili.
[Fonte: Ufficio Stampa Regione
Toscana]
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