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Come si mangia, le ultime statistiche
sulle abitudini alimentari degli italiani
Le ultime statistiche rese note dall'Istat in materia di nutrizione
e salute nel nostro paese sono allarmanti, sia sul versante
dell'eccesso di peso
(soprappeso e obesità), sia su quello delle magrezze
patologiche. I dati ci dicono che nel 2000 il 41, 8% degli
italiani è in soprappeso, il 9,1% obeso e il 4,7 %
sottopeso. Ovvero, se esiste un allarme universale per il
grande aumento di persone obese e per le sue complicazioni,
dall'altro esiste pure un pericoloso aumento delle forme
di cattiva nutrizione che comportano perdite di peso. Queste
condizioni possono avere pericolose poi complicazioni e costituiscono
un rischio per la salute, soprattutto per l'insorgenza
di alcune malattie croniche quali la cardiopatia coronaria,
il diabete, l'ipertensione e alcuni tipi di tumore.
Per
quanto riguarda il quadro delle nostre abitudini alimentari
sempre l'Istat ci fornisce un quadro abbastanza negativo.
Dal 1993 al 2000 è calato il numero delle persone che
mangiano quotidianamente pane, pasta, riso, verdure e frutta.
Cala anche il consumo di grassi vegetali e i olio. I ragazzi
mangiano poca verdura, frutta e latte. Per quanto riguarda
gli uomini il pasto principale rimane la cena, solo il 38,1
% mangia a casa a pranzo, il 12,4 mangia in mensa e il 23,2%
nei luoghi di lavoro. I bambini sono un segmento particolarmente
esposto, mangiano fuori casa il 39% dai 3 ai 5 anni ed il
69% dai 6 ai 10 anni. Qualche segnale positivo ci dice invece
che il 75, 8% delle persone consuma una colazione adeguata,
l'88,2% della popolazione controlla il peso per lo meno
una volta l'anno, il 62% controlla la scadenza dei cibi
e il 32% legge gli ingredienti sulle etichette.
I disturbi alimentari
I disturbi del comportamento
alimentare sono di diverso tipi, ci sono l'anoressia,
la bulimia e l'obesità e il soprappeso. In questo
servizio cerchiamo di capire questi disturbi e chi sono le
persone a rischio.
Il
peso corporeo rappresenta l'espressione tangibile del
bilancio energetico tra entrate e uscite caloriche. L'energia
viene introdotta con gli alimenti e utilizzata dal corpo sia
durante il riposo sia durante l'attività fisica
quotidiana. Se si introduce più energia di quanto se
ne consuma, l'eccesso si accumula nel corpo sotto forma
di grasso determinando un aumento di peso oltre la norma,
sia nell'adulto che nel bambino. Se invece si introduce
meno energia di quanta se ne consuma, il corpo utilizza le
riserve di grasso per far fronte alle richieste energetiche.
L'eccesso di grasso corporeo può essere di vario
grado: il più lieve viene classificato come soprappeso,
seguono l'obesità moderata e l'obesità
grave.
Il problema inverso dell'obesità, ma altrettanto
grave anche se meno diffuso, è quello della magrezza.
Infatti un numero crescente di adolescenti e di giovani, incitati
dai modelli estetici proposti dalle mode e dai mass media,
riduce il proprio peso a valori così bassi da non poter
essere compatibili con un buono stato di salute. Il fisico
si indebolisce e le facoltà mentali ne soffrono, l'umore
e le capacità di relazioni interpersonali sono compromesse
e, nei casi più gravi, può sopravvenire la morte.
La magrezza patologica, l'anoressia, deve essere quindi
prevenuta e combattuta.
Il Centro per la Diagnosi
e Cura dei Disturbi del Comportamento Alimentare di Prato
A Prato opera un centro che
si occupa della diagnosi e della cura dei disturbi alimentari,
una delle prime strutture del genere nella nostra regione
in grado di affrontare efficacemente questi problemi grazie
alla presenza di una equipe medica interdisciplinare.
Si tratta del Centro per la Diagnosi e Cura dei Disturbi del
Comportamento Alimentare che si occupa di tutti i disturbi
che riguardano l'alimentazione con programmi terapeutici
integrati che puntano ad impedire lo sviluppo del soprappeso,
l'obesità, la bulimia e l'anoressia sia da
un punto di vista psichiatrico che nutrizionale.
"I
nostri percorsi terapeutici ci spiega Laura Santi dietista
responsabile del centro riguardano la riabilitazione
nutrizionale, il recupero di peso su due binari, quello alimentare
e quello psicologico con la prima parte nutrizionale perché
la denutrizione rende impossibile l'approccio psicologico.
Migliorare l'autostima, favorire l'intervento della famiglia,
e gli incontri gratuiti tenuti da nostri operatori sanitari,
sono alcune delle nostre attività tese a favorire questo
recupero. Inoltre aggiunge Laura Santi il nostro
centro porta avanti anche un importante programma di prevenzione
secondo le linee guida per una sana alimentazione pubblicate
dall'Istituto Nazionale della Nutrizione".
Queste regole prevedono un controllo costante del proprio
peso, l'importanza di fare movimento, camminare spesso e praticare
sport, insomma avere uno stile di vita fisicamente attivo.
Poi
è fondamentale introdurre con l'alimentazione
una adeguata quantità di grassi moderando però
il consumo di grassi da condimento di origine animale (burro,
lardo e panna) e preferire quelli di origine vegetale olio
d'oliva extravergine in testa. Aumentare la frequenza
del consumo di pesce, preferire il latte scremato o parzialmente
scremato, mangiare più cereali, legumi e soprattutto
non far mancare mai dalla nostra dieta ortaggi e frutta. Bisogna
poi moderare il consumo di zuccheri e dolci ed è anche
importante non eccedere nell'uso del sale. Altra regola
importante segnalata dall'istituto Nazionale della Nutrizione
è quella di variare e scegliere quantità adeguate
di cibi appartenenti a diversi gruppi di alimenti alternandoli
nei vari pasti della giornata. Insomma in queste regole c'è
la rivalutazione della cosiddetta "dieta mediterranea".
Il Centro per la Diagnosi e Cura dei Disturbi del Comportamento
Alimentare,
Direttore Sanitario dr. Stefano Ciatti,
si trova a Prato, via Modigliani, 7,
tel. 0574.592366
www.dcaprato.com
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