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Oculistica
In questa nuova puntata di Medici&Salute
ci occupiamo delle nuove tecniche di chirurgia oculistica
per la cura della cataratta e poi dei trattamenti personalizzati
di chirurgia refrattiva. Ne abbiamo parlato con il dott. Walter
Capobianco, specialista in Oculistica e direttore sanitario
del centro di Microchirurgia Oculare Lifecronos con sedi a
Prato e Firenze.
La
cataratta
La cataratta è un offuscamento
del cristallino, che determina una riduzione progressiva della
vista. E' una causa comune di diminuzione visiva: essa insorge
spontaneamente nella maggior parte delle persone anziane (generalmente
dopo i 65 anni), ma può essere dovuta anche a fattori
come il diabete, l'uso di cortisonici, i traumi all'occhio,
una predisposizione giovanile ereditaria, o l'esposizione
prolungata e non protetta ai raggi del sole. Si può
curare solo chirurgicamente. Ma sentiamo dal dott. Walter
CapoBianco, specialista in oculistica, a che punto la chirurgia
per curare questa malattia.
"Siamo passati da un taglio incisionale
sulla cornea di 910 millemtri di sei o sette anni fa
- ha detto il dott. Capobianco - alla aspirazione del nucleo
del cristallino con le tecniche più moderne che ci
permettono di fare un taglio incisionale di due millimetri
e mezzo. La
cataratta invece di essere estratta in toto, viene aspirata
e questa aspirazione si può fare con due tecniche:
una con gli ultrasuoni che è quella maggiormente diffusa
e l'altra con la frantumazione della cataratta con un raggio
laser."
"Entrambe queste tecniche - precisa ancora il medico
- vanno molto bene e permettono di saltare quella che è
l'anestesia locale piuttosto dolorosa e rischiosa per il paziente.
Con questa metodica è sufficiente fare una anestesia
semplicemente con delle goccioline, un fatto che per il paziente
è un grosso vantaggio, sia perché dopo l'operazione
può tornare subito a casa e sia perché si sono
risolte tutte quelle che erano tutte le complicazioni dei
diabetici, dei vascolopatici o coloro che era sotto terapia
antiaggregante."
"Dal
punto di vista tecnico - aggiunge ancora - l'intervento di
cataratta non è semplice, ci vuole sempre molta esperienza
ma per il paziente la cosa si è semplificata notevolmente.
Basti pensare che la lente intraculare deve essere inserita
attraverso un taglio di appena di 2,8 millimetri, quindi deve
essere pieghevole perchè una lente che ha un diametro
di 66,2 millemetri. Così viene piegata e riaperta
quando è in camera anteriore, e questo significa che
- conclude il dott. Walter Capobianco - il paziente il giorno
dopo può tornare ad una vita di relazione normale".
Il
trattamento personalizzato nella chirurgia refrattiva
La chirurgia refrattiva si effettua attualmente con la tecnologia
laser e con le lenti intraculari. Ma sentiamo come si effettua
il trattamento personalizzato che rappresenta l'ultima novità
in questo tipo di chirurgia e che presenta notevoli vantaggi
per il paziente. "Con queste due tecniche afferma
ancora il dott. Walter Capobianco - siamo in grado di togliere
qualsiasi difetto di refrazione che sia miopia, che sia ipermetropia,
che sia una astigmatismo associato ai due difetti citati prima."
"Oggi la tecnologia soprattutto grazie ai laser ad eccimeri
di nuova generazione, permette di praticare un trattamento
personalizzato. Se su una cornea di un paziente c'è
un inspessimento anomalo, il trattamento laser permette di
abolire anche questo difetto. Quindi con questa nuova tecnica
i difetti che prima si potevano manifestare soprattutto nella
visione notturna, sono praticamente risolti".
Per
il trattamento personalizzato è molto importante la
scelta del paziente e tutta l'attività diagnostica
antecedente l'operazione. "Una cornea ci spiega
il dott. Pietro Melani, specialista in oculistica può
essere paragonata ad una impronta digitale e quindi non ne
troveremo una uguale all'altra. La personalizzazione consiste
proprio in approfondita analisi anatomoclinica e quindi
nella programmazione di un trattamento che possa soddisfare
le esigenze singole del paziente. Prima dell'operazione si
comincia con una visita oculistica di routine e poi il paziente
viene posizionato davanti ad un nuovo strumento, che viene
chiamato aberrometro che permette in una frazione di secondo
di acquisire una notevole quantità di informazioni
che riguardano il suo occhio."
"Si
tratta di informazioni importantissime su cui verrà
impostato il trattamento personalizzato grazie ad un dischetto
che trasferisce tutti i dati al laser ad eccimeri che eseguirà
poi i trattamenti rispettando le indicazioni. Con questo trattamento
siamo in grado di correggere l'errore rifrattivo, però
quello che ci interessa di più conclude il dott.
Melani - è la qualità della visione del paziente.
Infatti oggi più che vedere gli 810 decimi, che
poi nella quotidianità hanno scarsa importanza, è
importante una buona qualità della visione in tutte
le condizioni".
Per ulteriori informazioni: www.lifecronos.it
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