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Il
Viagra amico del cuore?
Sembra di sì, secondo
quanto dimostrato da uno studio condotto da ricercatori del
policlinico senese Santa Maria alle Scotte e pubblicato sulla
prestigiosa rivista scientifica americana "Circulation"
Siena,
28 febbraio 2005 - La pillola azzurra, comunemente chiamata
'pillola della felicità' per le sue note proprietà
nella cura delle disfunzioni erettili, riveste anche un importante
ruolo protettivo nei confronti dell'endotelio, un tessuto che
avvolge la parte interna di arterie e vene e che ha un ruolo
fondamentale per la loro funzione.
Lo studio, condotto in collaborazione con l'Università
di Toronto, è tutto senese ed è stato eseguito
all'interno del Dipartimento di Medicina Interna a Orientamento
Vascolare e Geriatrico, diretto dal professor Sandro Forconi,
con i dottori Tommaso Gori, Silvia Sicuro, Saverio Dragoni,
Giovanni Donati e la collaborazione del professor John Parker,
direttore della Cardiologia del Mounth Sinai Hospital di Toronto,
Canada.
"E' la prima volta – spiega il professor Forconi
– che viene dimostrato che il Viagra è in grado
di proteggere l'endotelio contro l'ischemia, cioè
la mancanza di ossigeno. L'endotelio è il primo tessuto
che, all'interno del cuore, si danneggia in caso di infarto".
La ricerca è stata effettuata in due protocolli separati:
nel primo, su dieci uomini sani, la funzione dell'endotelio
è stata studiata prima e dopo aver indotto una ischemia.
Nel secondo studio invece, su sette soggetti, sono stati valutati
i meccanismi di azione del farmaco.
"In questa seconda fase – afferma il cardiologo Tommaso
Gori, rientrato recentemente in Italia dopo aver lavorato a
Toronto – abbiamo dimostrato che il Viagra è in
grado di aprire dei 'canali al potassio' che sono dentro le
cellule che compongono l'endotelio. La capacità
di aprire questi canali, ed il conseguente effetto protettivo,
si chiama 'precondizionamento', un meccanismo che tutti i tessuti
del nostro corpo sono in grado di sviluppare e che li protegge
dalla mancanza di ossigeno".
Lo studio senese è il primo che dimostra che un farmaco,
in questo caso il Viagra, è in grado di proteggere l'endotelio
dalla mancanza di ossigeno. "Altri studi dovranno essere
svolti prima di poter applicare questi risultati alla clinica
– conclude Gori - ma l'idea che certi farmaci abbiano
questi effetti protettivi potrebbe avere importanti implicazioni
nella cura dei pazienti con malattie di cuore.
L'unica controindicazione al Viagra è l'associazione
con i nitrati, farmaci che aiutano a migliorare il flusso
di sangue nelle coronarie ma che, se associati con il principio
attivo del Viagra, possono dar luogo ad un mix molto pericoloso
per la salute, a volte mortale". Lo studio senese verrà
presentato nei prossimi giorni a Orlando, in Florida, al congresso
dell'American College of Cardiology.
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